Velò

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Devo questa gradevole scoperta all’imbeccata del Levriero, il quale in tempi poco sospetti mi dice fammi un favore, almeno una volta vacci. Io manco lo sapevo ce ne fosse uno attivo a Milano.

Il velodromo che costa un euro ed è dentro al Parco Nord, certo non sarà il Vigorelli di Coppiana memoria, ma mi permette di sperimentarmi in un test di 10km, in cui i primi giri sono in realtà una scommessa sull’equilibrio in curva, non agevole per nulla. Poi prendo la mano, ma ormai il test è compromesso, per cui tentare di avvicinare i 40 all’ora sarà una questione solo del futuro, speriamo prossimo, che sennò poi cala la forma.

Ne vien fuori, per farla breve, con 16.16″, una media di 36,9. Ma a dispetto della media non alta, metto in saccoccia un altissimo gradimento per la nuova esperienza. Sarà il fascino della pista, con qualsiasi mezzo la si percorra?

La prossima volta proverò a girare col passo da 45″, quattro in meno rispetto al mio giro veloce sui 500 metri del percorso, roba tutt’altro che semplice.

 

Alla prossima

 

Le 3 cime di Brianza

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Ieri esco pimpante e dopo Lesmo becco un imprevisto temporale, mi riparo per 20′ ma non smette, e allora torno a casa un pelo frustrato e anche bagnato, dopo 23km praticamente inutili.

Oggi invece con i 1.330 metri di dislivello e 82 km, torno a casa con una mal di testa che era cominciato quasi subito, già da quella che in realtà potrebbe essere considerata un’altra ascesa, cioè il lungo tratto che io ignoro, da Lesmo a Monticello passando da Casatenovo.

La prima salita che affronto dopo una ttrentina di km da casa, è una  salita nuova, e di fatti mi perdo un paio di volte, nel caratteristico paesino di Villa Vergano che raggiungo dopo circa 16′. Lì il pavè baganto mi preannuncia una difficile discesa con pendenze che nell’ultimo km toccano il 20%.

Scendo a Dolzago e la pioggia lascia il posto al sole, sicchè decido di farmi la seconda ascesa del Colle Brianza da Boffalora, il mal di testa martella quindi non spingo rapporti duri e vado su col 34×28, agilissimo. Arrivo in cima in 15’30”.

Proseguo in discesa verso Santa Maria Hoè, carico un paio di borracce d’acqua, mangio una banana e vado su per la terza ascesa, la più bella ma anche la più tosta, la mitica Giovenzana, dove arrivo provato in 18’48” e…sorpresa…oggi non esce acqua dalla fontana con vasca in pietra. Sono abbastanza cotto, ma mi spingo un po’ in su verso il bivio per San genesio e Santa Maria del Sasso, scelgo la seconda ma poi non consocendo la strada ed essendo quasi a rosso decido che si torna a casa, sperando mi basti la riserva d’acqua. Basterà.

 

 

Alla prossima

 

Una salita vera

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E’ bellissima Montevecchia, lo sostengo da tempo. Come posto, innanzitutto.

Come salita ciclistica lo è ancor di più. Breve, ma di una intensità notevole, con strappi violentissimi e pochi punti in cui tirar il fiato. Per fortuna è corta. La affronto con i postumi del raffredore che mi ha fermato per un paio di giorni, chiudendola in 11’49”, rientro a casa con un bottino di 55 km e 730metri di dislivello attivo.

La prossima settimana spero di fare una bella escursione altrove inannellando un paio di salite insieme.

 

Alla prossima

In Giro sul Gargano

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Dopo San Marco in Lamis, Ascoli Satriano, il tratto da Vieste a Santa Tecla passando sopra Pugnochiuso, ieri ho afforntato qualella che posso definire l’uscita più impegnativa da quando vado in bici: da Vieste a Vico del Gargano, per un totale di 90km (strada sbagliata compresa…) e circa 20km di salita, con 34° C. Non ci sono parole per descrivere l’emozione provata pedalando su quei tornati tanto desiderati negli ultimi anni, quando li percorrevo in auto e non in bici.

Poi stamattina, non pago, ancora un’uscita dal Residence di Vieste  a Santa Tecla (in 45′) e ritorno, coi suoi 26km di cui la metà circa è salita al 5%. Le gambe hanno faticato un po’ troppo, evidentemente la stanchezza del giorno prima non è stata smaltita del tutto, e ci mancherebbe!

Domani sarebbe il gran giorno della Macchia-Monte Sant’Angelo, 13km di salita di cui 9 km al 7%, ma vediamo come si svegliano le gambe dopo due giorni belli tosti e valutiamo.

 

Alla prossima

Ventanni

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Settimana incredibile, succede di tutto, alla fine si parte e si va in Puglia ad accompagnare la principessina, e complessivamente si chiude con il record dei km settimanali: ben 250, con moltissime salite!

In particolare i 6km circa dell’Alpe del vicerè, in 31’15”, record personale. Poi San Marco in Lamis e i suoi 13km al 5-6% circa e Ascoli Satriano coi suoi durissimi 2,6 km al 10% circa, con finale in pavè.

Poi a Vieste mi trovo per coincidenza col primo Triathlon del Gargano e riesco a  intrufolarmi e provare il circuito nervoso e tecnico di 8km che loro ripeteranno ben 5 volte. Bellissima esperienza con strada chiusa, tra ulivi e strisce di asfalto a picco sul mare.

E non finisce qui perchè in questa nuova settimana mi aspettano altre 5 giornate sul Gargano, dove darò finalmente fondo al sogno di avere la bici da corsa in vacanza. Caro Uzì, tronerò con tanti km di salite nelle gambe e, nel mio piccolo, il colpo di pedale sta tornando quello di 20 anni fa. Allenati!

 

Alla prossima

Mare e colli

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E’ da poco  terminato un week end nel Golfo dei poeti passato a purificare anima e corpo, in cui il principino riesce a fare anche il bagnetto in un gelido mare e la principessina colleziona pietre particolari, mentre io ho fatto una 40ina di minuti correndo su e giù sui colli liguri, trovando violente ascese e discese quasi peggio di alcuni muri brianzoli.

Lunedì a casa provo ancora a correre ma dopo 15′ devo soccombere per dolori alle gambe non più abituate a certi sforzi.

Oggi invece una 70ina di kilometri in bici, riuscendo ad abbassare di un minuto il colle brianza scoperto 10 giorni fa, chiudendo l’ascesa in 16’08”. Le gambe giravano che era una bellezza. Che poi Uzì ha ripreso ad allenarsi e allora bisogna menare il pedale quando si può per non perdere terreno.

 

Alla prossima

Sempre meno

Vado a memoria, ma da quando corro non mi era mai capitato di andare in vacanza a Foggia e non correre neanche una volta. Oggi lascio la Puglia con zero kilometri corsi nella mia terra natìa, e approdo in Campania dove dovrei riuscire a correre qualche metro col mio amico ottocentista Mimmo, che sembra invece essere in discreta forma e rispresa di condizione atletica.

Non è che poi proprio non abbia fatto niente eh, sia chiaro: tre partite di calcetto in 10 giorni non si può proprio dire vita sedentaria. Ma correre per correre è certamente altra cosa.

 

Alla prossima

La salita di Montevecchia

Stamattina il previsto maltempo non c’è, ma c’è anzi sole e un bel freschino.

Ne approfitto allora per andare a Montevecchia, dove mi aspetta una salita che mi pare la più abordabile per sfidare il tempo medio dell’autorevole sito dei grimpeur, che ricordavo essere sopra i 12′ – mannaggia! -invece era sotto. Il mio tempo stamattina comunque mi soddisfa ugualmente, 12’07”, facilitato dalla conoscenza di una salita già praticata altre volte. Un po’ di margine credo di averlo ancora, non avendola fatta proprio a tutta, per cui appena possibile si tornerà a sfidarne le ripide pendenze, per migliorare il crono. Sensazioni comunque molto buone.

Chiudo l’uscita di 50km circa in 2 ore abbondanti, col ritorno in un treno di 4 ciclisti, alternandomi con loro alla guida, per non fare lo scroccone di scie. Faticoso, ma il rientro a casa è più veloce.

 

Alla prossima

Tempo

Mentre la principessa fa pulizie in casa e la principessina è in piscina con le cuginette, nell’ora d’aria che mi concede il principino dormiente, alle ore 10,15, con un clima piacevolissimo per temperatura e umidità, inforco la bici e provo la gamba in un circuitino da farsi in andata (5.2km) e ritorno (altri 5.2km), per due volte di seguito.

Per un totale di 20,8km coperti in 39’03” (20’05 al primo giro e 18’58” al secondo) sfioro i 32 km/h di media, primo riferimento da migliorare le prossime uscite dietro casa. Divertenti gli intertempi presi alle rotonde del percorso, anche se oggi a dire il vero mi è andata di lusso, auto in quei punti strategici praticamente zero.

Alla prossima

Due salite e una discesa

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E che discesa!

Sabato mattina, sono le 6.30 e sono già in marcia in auto verso Canzo, dove mi aspetta Uzì. Alle 7,30 siamo in sella alle nostre Bianchi, e ci dirigiamo lentamente verso il bivio da cui si può andare a Sormano, oppure scendere ad Onno, o anche andare su per Barni e Magreglio. Scegliamo quest’ultima via, e con pendenza costante e leggera salimiamo fino al paese che ci porta verso la bellissima chiesetta dei ciclisti, la Madonna del Ghisallo. La salita che abbiamo appena fatto viene chiamata il Ghisallino, perchè il fratello maggiore, il Ghisallo, è la salita che porta in cima partendo però dall’altra parte, cioè dal fronte di Bellagio. Noi oggi il Ghisallo lo affrontiamo in discesa. E bastano un paio di tornanti per capire che sarà una gran discesa, ed immaginare che a farla dal basso è proabilmente una delle salite più belle della Lombardia, per spettacolarità della veduta e per la pendenza che ti sottopone ad un impegno non proibitivo, ma molto impegnativo senza dubbio. Costeggiamo infine il lungolago e ci portiamo ad Onno, dove ci aspetta la salita già affrontata qualche giorno fa, molto bella anch’essa. Mi piacerebbe abbassare il tempo fatto in quell’occasione, ma le gambe sono provate e nonostante la soffra meno della prima volta, arrivo in cima a Valbrona con lo stesso identico cronometro, 20′ netti, e  con una piccola soddisfazione, quella di raccogliere per strada un paio di ciclisti, anzichè esser continuamente risucchiato da altri: la tendenza inizia ad invertirsi. E’ comunque un piccolo progresso considerando anche il chilometraggio crescente dell’uscita, circa 45km, e il fatto di aver affrontato la Onno con già una salita nelle gambe. Uzì invece riesce ad abbassare moltissimo il suo tempo che era già buono, e chiude in 16′ netti, confermandosi un signor scalatore. Il rientro a Canzo è rapido, e rimane per tutta la giornata in eredità un mal di testa da stanchezza e cervicalgia, ma soprattutto il piacere di aver fatto un altro bel giro in bici, in piacevole compagnia.

 

Alla prossima