Sanremo

Qualche giorno di riposo sarà necessario per recuperare dalla fibrolisi di ieri sera.

Tirata via l’aderenza tra semitendinoso e semimembranoso, rimane ora il problema che pare essere artrosi…come a dire poco da fare, insomma, bisognerà conviverci.

Intanto è partita la rassegna musicale di Sanremo 2011: ieri i big, tra cui a parte la classe di Vecchioni e Nathalie, non mi sembra di aver visto nulla di interessante.

Per i soliti scettici, provate però a sentire Raphael che canterà credo stasera tra i giovani talenti, e poi ne riparliamo.

Raphael Gualazzi 1

Raphael Gualazzi 2

 

Alla prossima

 

La galaverna

E certo che non ne avevo mai sento parlare prima.

Visto che, leggo su wikipedia, la galaverna si forma quando c’è nebbia e tempertaura sotto lo zero. E stamattina mentre attraversavo Monza a piedi da una parte all’altra della città, di gradi sotto lo zero ce n’erano ben sette. Peggio di così nella mia vita l’ho vissuto solo a Stoccolma nel marzo scorso (meno dieci!).

Ma correre oggi alle due mi ha preservato da ogni rischio. Il sole aveva fatto la sua parte e la temperatura è schizzata a ben 1,5°C. Praticamente un lusso.

A Villasanta solo, soletto e assolato corro così 2x(500+400+300) recuperando 4′ tra le ripetute e 7′ tra le serie. I tempi piuttosto regolari e abbastanza in linea con quanto previsto dalla tabellozza: 1’48”-1’18”-53″ e ancora 1’47”-1’17″e 51″. Faticando più del previsto, con 168 battiti subito dopo aver finito e 120 dopo un minuto.

Intanto da stamattina mi suona nella testa questa canzone, che mi pare sia tra le più belle che Lorenzo abbia mai scritto e cantato. E mi sembra molto bello anche LeieLui, l’ultimo di Andrea De Carlo, ma sono ancora a metà.

Starò invecchiando davvero?

 

Alla prossima

 

Tu chiamale se vuoi

Riemergo appena 10 minuti dopo una settimana intensa di lavoro tra trasferte, riunioni e workshop, per raccontare un’esperienza che mi ha emozionato.

Domenica mattina, ho voglia di fare un giro in moto, senza andar troppo lontano. Monto sulla mia nerissima FZ6 e parto sulla Valassina, direzione Lecco, magari mi fermo prima, o vado un po’ oltre, boh, vediamo dove mi porta il pensiero strada percorrendo. Perchè, come scrive il Direttore di Riders:

“4 ruote spostano il corpo, due muovono l’anima”

Dopo pochi chilometri mi ritorna in mente una canzone sentita stamattina in radio di Lucio Battisti. Mi ritrovo a canticchiarla nel casco, e mi ricordo che a Molteno, un piccolo paesino prima di Lecco, Lucio Battisti ci viveva, e lì è sepolto.  Il mio amicone Paolo dei Favonio (http://www.favonio.it/) mi aveva regalato 7 anni fa, nel giorno più bello della mia vita, la canzone Vento nel vento (http://it.youtube.com/watch?v=PbvyNvZQ6rg) cantata durante la celebrazione delle mie nozze in una Chiesetta a Posillipo. E’ la canzone che lega me e la mia principessa. La trovo bellissima…ed incredibilmente emozionante ancora oggi…

E’ un attimo, e sono a Molteno, davanti al piccolo cimitero. Parcheggio Furia e chiedo indicazioni su come riconoscere la sua cappella. “E’ la più sporca” mi dicono. Stento a crederci ma invece è così. Una cappella semplice, la guardo emozionato, con alle spalle i monti, il Resegone, le Grigne, in una mattinata di sole, e nel silenzio, contemplo. Vetri scuri e sporchi, da cui si intravedono 5-6 loculi, nel centro l’unico con una scritta. Lucio Battisti, e due date. Nessuna foto. Pare non abbia voluto lui. Il pavimento è imbrattato, e pieno di lettere, cartelloni con dediche, pensieri, saluti.

Che strana la morte. E quanti modi singolari ci sono di congedarsi dalla vita. Monto sulla mia moto, me ne torno a casa, con un contrastante senso di appagamento, misto ad amarezza.

Domani dopo 8 giorni di stop, si ricomincia  correre. Per sentirmi vivo.

Alla prossima