Qualche volta

…se non ricordo mal diceva uno che a New York si è fatto valere più d’una volta,  qualche volta provate a correre la mattina  dopo se alla sera prima avete già corso, rimarrete positivamente sorpresi.

Ieri alle ore 15 con ancora la lasagna sullo stomaco 10km e più a poco più di 5′ al km. E così oggi alle 12,30 con Alessio si fanno le ripetute in pista, 5×1000 recuperando 1’30”. Si parte con l’idea di fare un ritmo da 5′, ma si sta agevolmente sotto i 4’50”, con ultimo kilometro in 4’30” grazie ad uno sprint finale notevole negli ultimi 100 metri. Sto bene, parrebbe. E anche Alessio, nuotatore DOC, sta venendo su bene.
 
Alla prossima
 

Si poteva andare tutti quanti al mio funerale vengo anch’io no tu no

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Non corro in pratica da un anno, e quando è il mio turno parto a razzo e il belo è che finisco anche fresco. Ma mai sensazione più bugiarda come questa mi era capitata prima d’ora…

Era la giornata dell’amicizia, la staffetta dei diecimila da correre in tre. La lettura dei tempi rende il senso della débâcle atletica, ma la foto rende forse un po’ il piacere immenso dell’aver fatto questa cosa con gli amici. A costo di schiattare, a costo di dover volare in moto per raggiungere la principessa in pre-travaglio da stamattina.

 

La sequenza è levriero, lucky, io

(lo dico soprattutto per UZì…anche se sono certo avrebbe indovinato comunque)

73-76-68

76-77-75

74-84-79

78-83-103

77-86-101

76-88-101

77-89-103

77-82-72

75

Totale 34’21”

Per i curiosi, qui il prequel

 

Alla prossima

 

 

Le 3 cime di Brianza

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Ieri esco pimpante e dopo Lesmo becco un imprevisto temporale, mi riparo per 20′ ma non smette, e allora torno a casa un pelo frustrato e anche bagnato, dopo 23km praticamente inutili.

Oggi invece con i 1.330 metri di dislivello e 82 km, torno a casa con una mal di testa che era cominciato quasi subito, già da quella che in realtà potrebbe essere considerata un’altra ascesa, cioè il lungo tratto che io ignoro, da Lesmo a Monticello passando da Casatenovo.

La prima salita che affronto dopo una ttrentina di km da casa, è una  salita nuova, e di fatti mi perdo un paio di volte, nel caratteristico paesino di Villa Vergano che raggiungo dopo circa 16′. Lì il pavè baganto mi preannuncia una difficile discesa con pendenze che nell’ultimo km toccano il 20%.

Scendo a Dolzago e la pioggia lascia il posto al sole, sicchè decido di farmi la seconda ascesa del Colle Brianza da Boffalora, il mal di testa martella quindi non spingo rapporti duri e vado su col 34×28, agilissimo. Arrivo in cima in 15’30”.

Proseguo in discesa verso Santa Maria Hoè, carico un paio di borracce d’acqua, mangio una banana e vado su per la terza ascesa, la più bella ma anche la più tosta, la mitica Giovenzana, dove arrivo provato in 18’48” e…sorpresa…oggi non esce acqua dalla fontana con vasca in pietra. Sono abbastanza cotto, ma mi spingo un po’ in su verso il bivio per San genesio e Santa Maria del Sasso, scelgo la seconda ma poi non consocendo la strada ed essendo quasi a rosso decido che si torna a casa, sperando mi basti la riserva d’acqua. Basterà.

 

 

Alla prossima

 

Il ritorno alla pista

Breve, intenso ritorno.

Stamattina ore 9,15, dopo un paio di mesi dall’ultima volta, torno alla pista di atletica, torno per una sfida col fratellone, che si sta allenando con continuità da alcuni mesi.

Tre volte i 30mt mi dicono subito due cose, la velocità c’è ancora (4″10 senza forzare), la tenuta non molto. E così sarà la gara.

Mio fratello parte in seconda corsia, io in terza.

Durante la percorrenza della curva mi mangia il gap di corsia e si presenta sul rettilineo con un po’ di vantaggio, sto per urlargli evogghj che oggi perd, ma porto pazienza e cerco di rimanere composto. A metà rettilineo mi accorgo che lui cede un po’, io recupero, recupero e lo affianco. Colpo di reni sul finale e passo per primo il traguardo, sostiene lui, perchè io non saprei proprio dirlo.

Il tempo comunque segna 19″03, lui lamenta (e lamentava anche già nel riscaldamento ad onor del vero) brividi e fiachezza. Nel pomeriggio infatti gli sale la temperatura a 38, con mal di gola. Insomma, ho vinto contro un avversario febbricitante e debilitato :-). La rivincita è d’obbligo, vedremo quando.

 

Alla prossima

Onore al vincitore

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Complimenti Lucky che con 12″65 mi rifila un paio di decimi e mi spinge al terzo posto in una gara in cui ero, lo confesso, confidente che avrei vinto. Invece vince un tipo più vecchietto di noi che in genere mi arriva dietro, al secondo Lucky e al terzo io. Una lezione si porta a casa, anzi due: se non ti alleni capita di perdere, ma se ti alleni capita di vincere contro chi in genere ti batteva. Però soncontento di aver onorato con la presenza  – più che con la prestazione 🙂 –  la gara in clima amichevole che i RRR organizzano con spirito encomiabile ogni anno. Io, onestamente, non ho nessun rimprovero da farmi nè alibi, mi sentivo bene e mi pare anche di aver corso bene, sinceramente. Semplicemente gli altri son stati più veloci. E bravo Lucky, in gran spolvero e in ottima forma.

 

Alla prossima

Pronto per martedì

 

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Insomma, il momento della sfida sui 100 con Lucky è praticamente arrivato, e la preparazione l’ho messa in piedi in poche sedute ma mirate, e meglio di così non sono riuscito a fare. Spero basti.

Stamamttina alcuni 30mt prima di provare a spingere (mica tanto vero poi, in realtà coi chiodi è venuto fuori anche un 30mt in 4″ netti proseguendo poi di inerzia fino ai 50mt, in 6″2).

Poi scegliamo una prova tirata, una sola, un 80mt in 9″88 io, in 10″ 4 il fratellone, che sta riprendendo bene. Ma io ho spinto al massimo, più di così non ne ho.

Insomma, Lucky, se vuoi sverniciarmi martedì alle ore 20 dati da fare…io sono già in pista.

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Alla prossima

La rincorsa

Pochi giorni alla sfida con l’amico Lucky sui 100, in una giornata in cui forse ci riesce la rimpatriatra pure con Uzì e il Levriero, al XXV aprile per gareggiare, loro, sui 3000.

Col fratellone allora ieri sommersi da sensazione di sonno e mancanza di energia iniziamo il riscaldamento con poche speranze, ma poi, si sa, quando meno te l’aspetti, le gambe reagiscono bene.

Un 30 metri come warm up in 4″45, un 60 in 8″12 (il fratellone chiodato spinge in 7″9) , poi si montano i chiodi e si prova un 100 tirato, in 12″50 io, sopra i 13″ lui, già stanco. Anzi, stanchi. Dai Lucky che ti faccio divertire.

 

Alla prossima

Pandastrano

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Riporto il titolo integrale del disegno del mitico uZì, che mi onora di sì tanta attenzione e affetto. 🙂

In effetti ha ben colto l’essenza del momento, in cui probabilmente devo ancora smaltire le amarezze passate ma sono già stato travolto dalle fatiche attuali. E chissà cosa ci riserva il futuro…

In ogni caso, tra le cose che non mi sono fatto mancare quest’anno ci si è messa pure una bella colite di 3 giorni, che però ho spazzato via coi semplici ma efficaci consigli del Levriero, e così, riso bianco a pranzo e riso nero alla sera e oggi mi fiondo fresco fresco sulla pista di Villasanta, complice una giornata primaverile dopo la nevicata di ieri.

Un prudente (o forse audace) 10×200, in 42″-41″-41″-40″-41″-40″-40″-40″-40″-39″, camminando giusto il tempo del recupero pandiano ovviamente, tranne l’ultimo ché recuperando da fermo diventano 60″ veri.

 

Alla prossima

 

Dialoghi

 

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(ore 13 Villasanta)

Corpo: dove mi stai portando in giro in giro che c’è pure un sacco di neve?

Capo: zitto e corri

Corpo ma non sarebbe meglio fare una cosa già fatta in passato che almeno so come comportarmi?

Capo: scemo, infatti questa è una cosa che facciamo insieme da anni…

Corpo: mavalà…per me quest è la prima volta che la facciamo….

Capo: ti giuro che l’hai già fatto in passato…dai…ne facciamo dieci e poi ci fermiamo

Corpo: cheeee?!? dieci…ma dico…sei impazzito?!?

Capo: fidati, non son tanti, fanno 4 kilometri in tutto

Corpo: non se ne parla nemmeno, a 8 io i fermo poi se hai voglia continui tu

 

La voglia ci sarebbe pure stata, ma si sa, queste cose o si fanno insieme o non si fanno. Tre km e duecentometri in 16’44”, con una fatica piacevole, ma pur sempre fatica. Partendo in 2’20″e finendo in 1’50” a giro, all’ottavo ho visto le madonne del levriero, e quindi stop.

 

Alla prossima

Timida ripresa

Da qualche giorno le cose su tutti i fronti sembrano stabilizzarsi e allora stamattina si programma una puntata in pista a Villasanata col fratellone.

E’ bello sentire il corpo che reagisce bene, è bello sentire le sensazioni che da troppe settimane non sentivo più.

Con la galaverna corro un paio di 100 metri tecnici recuperandone un paio di 100 al passo. Poi passiamo ai 150 , ne facciamo un paio con la stessa logica con ritmo molto controllato da 28″ e rotti, poi un terzo 150 brioso cronometrato in  23″2 e poi un 200 allegro in 29″4. Basta così, meglio non strafare e gustarsela.

Ma tornando a casa l’occhio si posa sulle tante bici dei ciclisti che non è mica vero che in inverno riposano. E allora forse una volta una salitina si può fare anche prima della primavera, perchè no?!

 

Alla prossima