Rifinendo

Domani si parte per Roma per lavoro, e fino al GIRO ITALIANO di venerdì sera, probabilmente non troverò il tempo di allenarmi. E forse per le mie gambe sarà anche meglio così.

Allora oggi ci tenevo a fare una seduta con un 500 decente, che in meno di 1’18” quest’anno non l’avevo mai coperto. Chiedo supporto e compagnia all’amico Lucky che gentilmente si presta a tirarmi l’ultimo 200, sulla pista del XXV Aprile a Milano, alle ore 10.

E così, con passaggi di 16″, 31″, 45″, e 1’00” chiudo in 1’15″20, a 3 decimi dal mio PB 2009. E con buone sensazioni.

Dopo 11′, dopo che Lucky inanella altre 3 ripetute, il suo ultimo 200 coincide col finale del mio 300. Corso col metodo Califfo-Lucky dell’Event Run, cioè prima parte brillante, parte centrale in decontrazione e finale a fuoco. Qui le sensazioni sono davvero buone, e affiancato dall’amico che mi incita e mi detta il passo, chiudo in 41″49.

 

Alla prossima

Stoccolmo…

 

DSC01033.JPG

ma veramente colmo…di volare. Due voli in 3 giorni per me che 10 anni fa avevo deciso di non  farlo mai più….

E’ stata una grande prova di coraggio (oddio, di coraggioso non c’era niente in me…meglio dire che  ho affrontato una gran paura…senza minimamente superarla) che andava ricompensata. Godendo delle bellezze del luogo (vedi foto…ma in realtà è l’unica svedese bionda che abbiamo visto in 3 giorni!!!…che siano in via di estinzione??) e godendo di un’aria bella fredda  (-12°C che con il vento gelido veniva percepito come -15°) che mi ha invitato a correre, facendo del fartlek puro, visto che è nei Paesi nordici che fu coniato il termine.

Lungo la banchina del porto da cui si salpa per la Finlandia, con il mare a tratti ghiacciato, alle 7 del mattino ho corso in sù e in giù con piena liberazione dello spirito e del corpo. Una goduria allo stato puro.Per meno di mezz’ora, però, perchè di tempo proprio non ce n’era di più.

Oggi si ricomincia in pista, al Giuriati, che a dire il vero un po’ mi è mancata. Anche se ho con me le chiodate, ma ho dimenticato le scarpe sportive…cazzarola…mi toccherà rinunciare…o fare riscaldamento su erba senza scarpe…vedremo…

 

Alla prossima

 

 

Influenze

DSC00382.JPG

Non mi è venuta febbre in questi giorni, ma prima attacchi di mal di stomaco (o pancia?…mai capita la differenza!) e diarrea, poi cervicale, dolori articolari ed infine un gran bel raffreddore, che oggi è nel pieno della sua espressione.

Ma 4 giorni di riposo sono troppi, specie se lunedì hai ricevuto il programmino nuovo su cui allenarti per il mese di febbraio e continui a guardarlo  e studiarlo, tra uno starnuto e una fuga in bagno, senza poterlo ancora provare.

L’unica vera influenza che subisco in effetti è la mia vecchia convinzione che una bella sudata (evitando colpi d’aria) e una doccia calda subito dopo facciano migliorare lo stato di salute di chi è raffreddato. E la teoria è recentemente avallata dai miei più cari amici podisti.

Alle ore 14 a Villasanta ho un paio d’ore tutte per me, e allora complice il sole e i 6°C che sono vero oro in questo periodo, mi godo la mia seduta … e tutto sommato le gambe reagiscono anche piuttosto bene. Dopo gli ostacoli per la forza elastico-rattiva, le andature tecniche per la corsa e 2x3x80mt per la resistenza a-lattacida (curando la ritmica, senza mai scendere sotto i 10″7, senza chiodi), passo alle ripetute di resistenza lattacida: dovrebbero essere da 3 a 5 volte i 300 all’85%, ma ne corro solo due, in 46″basso, e non volendo abusare della teoria death or glory, mi fermo qua. Contento di esser tornato sul tartan, dopo un riposo forzato.

Alla prossima

 

La vita in venti minuti

19 minuti e ventisette secondi, per la precisione.

E’ il tempo che ho impiegato per smaltire, con una corsetta leggera, la tradizionale partitella di calcetto natalizia tra amici d’infanzia, in cui ritrovi le emozioni e il divertimento di una volta, qualche capello in meno, qualche chilo e figlio in più, la stessa tecnica e talento di sempre (per chi ne aveva) e la stessa passione di quando eravamo bimbi.

Così stamattina impasto il pane da cuocere in casa, e subito dopo mi fiondo per le strade della mia città. Foggia.

Respiro e vivo le mie strade, a passo di corsa, che è tutta una poesia, indescrivibile, da brivido: passo davanti ai posti a me più cari, l’asilo, la scuola elementare Giacomo Leopardi, la scuola media Michelangelo, la scuola superiore, casa di nonna, i campi sportivi dell’edilizia primavera, casa di una mia ex fidanzatina, scomparsa prematuramente, e lì, come sempre l’emozione s’intensifica. Ciao Rosanna, riposa in pace.
Giro l’angolo e sono su Via Gobetti, la strada di casa, dove ho provato la porima volta a fare velocità, gli 80, i 100, i 200metri, con gli amici di sempre.
Tornare a casa, alle radici e alle origini, è ogni volta un’emozione indescrivibile, solo la corsa mi permette di goderne intimamente gli a spetti più preziosi, i ricordi più nobili, conservati in fondo al cuore.

Alla prossima

Passin passetto

Per non cadere e per non farsi male.

Il titolo è riferito a due scenari: il primo riferimento è alla preparazione invernale, perchè col freddo intenso di questi giorni diventa difficile rendere al massimo negli allenamenti programmati, ma in compenso è alto il rischio degli infortuni. E non a caso gli esperti suggeriscono di abbandonare il cronometro in giornate in cui il freddo reale o percepito è pungente. Così domenica mattina rinuncio alla terza serie da 5 ripetute in salita sul cavalcavia, per soccombere sotto i colpi di una prova di sintesi di 300mt eseguita in poco meno di 50″. La respirazione è sofferta, il gluteo mi da un segnalino che non gradisco, quindi mi fermo lì. 

Il titolo è riferito però anche ad un secondo scenario. E qui il sottotitolo è “uziii…che t’hanna accid!!!“. E lui sa.

Ieri, 8 dicembre, su una neve non imaccolata, dunque ghiacciata (e per fortuna qualcuno aveva fatto una perlustrazione preliminare del percorso…per fortuna eh!) decido di accettare l’invito dello Zio su un rifugio e trascino con me la principessa e la principessina (che risulteranno best performer) mentre io devo far ricorso alle mie doti nascoste di acrobata per non finire con le terga sul fondo, avendo montato le suole slick. Dunque passin passetto, mi guadagno la mia dose di ottima polenta uncia che purtroppo non riuscirò a bissare accontentandomi di un ottimo brasato) ma con noi c’è il mitico Angel(in)o Custode che ci supporta psicologicamente mentre scoraggiati rischiamo di finire nei burroni sottostanti (…un po’ di scena ci vuole). E nel finale conosco anche il mitico Pietrone.

Da consegnare la virtuale medaglia di eroe della giornata allo Zio, che armato di bastoncini telescopici porta sul collo all’andata e al ritorno con doti di grande equilibrista la mascotte del gruppo, la piccola Martina.

Alla prossima

Torsion(e)

Il mal di schiena non ne vuol sapere di passare, questa volta.

Devo averla maltrattata parecchio, anche se non riesco a capire bene nè quando nè come. Ma “i segnali del corpo vanno ascoltati e assecondati”, dunque probabilmente sfumerà un tentativo prima dell’estate di riprovare un 400. Sono dieci giorni che non corro…ne risente anche il morale… Dovrò imparare ad avere pazienza, è una virtù, pare, anche questa.

Scoliosi sinistro-convessa e tendenza a rettilineizzazione della lordosi con accenno a discopatie posteriori da c3 a c6 e diffusa artrosi apofisaria. Ernia discale c4-c5 paramediana sinistra, ernia e protrusione mediana discale d2-d3. Ernia l5-s1.

Era il responso di 3 anni fa. Oggi temo sia peggiorato qualcosina, ma…me ne fotto. Appena la schiena mi permetterà di muovermi un po’ riprendo a correre, finchè il giocattolo non si rompe. 

Una settimana di Voltaren 100 (una bomba per l’appato digerente di cui avrei volentieri fatto a meno) questa volta non è servito a niente. Intanto nell’impossibilità pressochè totale di fare torsioni o movimenti audaci con la schiena, ho acquistato, per compensare questa carenza strutturale del momento, delle adidas Torsion. 24,90 € in superofferta da Dacathlon. Non sarà una grande scarpa, ma visto che – anche con le scarpe da 140€ – tendiniti, torcicollo e  mal di schiena non fanno sconti, tanto vale acquistare delle scarpe economiche ma belle.  Ogni volta che le indosserò, l’occhio, almeno lui, ne avrà beneficio.

Alla prossima

Next…

7315064bee3bf62ca7d2e5a04b0524a4.jpg

 

…ovvero guardiamo oltre.

E’ purtroppo già finita la brevissima ma intensa vacanza marchigiana, che in 72 ore mi ha visto coprire 1200 km in auto, 3 a piedi, di corsa (con bagno finale in acqua gelida …ma che goduria), visita alle località di Recanati, Corinaldo, PortoRecanati, Sirolo, Numana, Marcelli, Osimo, Gradara e l’immancabile tappa ad un Outlet sulla via del ritorno, a Fidenza) in compagnia della mie principesse, che … quando si tratta di camminare non sono seconde a nessuno!

A ricordarmi che forse ho un po’ esagerato, una fitta – più esplicita che subdola – stamattina mentre mi radevo, controllo con calma, faccio stretching, monto la cintura sanitaria lombare e via in ufficio. Alle ore 13, provo ad andare in pista, e come per magia, tutto il dolore, o quasi, scompare.Benissimo.

Ho la sensazione di essere un po’ fiacco e stanco, e il caldo fa certamente la sua parte. Ma riesco comunque ad eseguire con soddisfazione un 600 in 1’44”, un 400 in 1’02” e incremento le serie dei 200mt, passando dalle 3 della settimana scorsa alle 4x200mt. di oggi, riportando una media di 27″29, leggermente più alta e con gran fatica.

Next: è’ iniziata con oggi la prima delle 6 settimane, alla fine delle quali ci saranno i Campionati Italiani Master di Bressanone. E’ l’obiettivo unico di quest’anno. Una intera stagione dedicata a quest’appuntamento…A partire da questa e per 3  settimane consecutive farò ancora carico. Poi mancheranno ancora 3 settimane e scaricherò, partecipando anche ad alcune gare. Per la precisione:

Mariano Comense, mercoledi 4 giugno, in notturna, gara di 200mt, categoria Assoluti

Milano, Campo Giuriati, 14 e 15 giugno, Campionati Provinciali categoria Master, gare di 100mt, 200mt, 400mt.

Erba, lunedi 16 giugno, 400mt., cataegoria Assoluti, con minimo richiesto 54″00 (che dovrei ottenere due giorni prima, al Giuriati)

– Bressanone, infine, sabato 21 giugno, la sfida col mio Ba-Bau (come direbbe Lo Zio), il Mio Giro della Morte.

Il programma è fatto. Con la penna, sulla carta. Ora bisognerà onorarlo col sudore, sul tartan.

Alla prossima

Marzo 2008: fase2 – la resistenza alla velocità

Primi di marzo. Avendo recuperato dall’infortunio, e avendo archiviato, seppur con un po’ di ritardo, la prima fase (http://runnerpanda.myblog.it/archive/2008/01/10/gennaio-2008-fase-1-la-metamorfosi.html) inizia ora la seconda fase della preparazione. Una fase di sedute più specifiche, più vincolanti, in cui rimane poco spazio alle improvvisazioni. Saranno previste prove lattacide e velocità crescente. Quantità e qualità insieme, che dovranno costituire la fase di sviluppo della resistenza muscolare alla velocità prolungata. Insomma, le doti di un aspirante “quattrocentista” devono iniziare a venir fuori, ancora, dopo 10 anni di “solaio”. E’ la fase più delicata, seguiranno cicli di due settimane di carico e una di scarico in cui fare i primi test di verifica. Le buone sensazioni e l’entusiasmo mi proiettano lontano. Spero voglia seguirmi il cuore. E le gambe.

Alla prossima

Ritrovata la gamba

0a0e39c259ad63bc464e37cd7057d003.gif

 

Da un paio di giorni sono tornato finalmente a correre come da tempo desideravo fare. Nessun acciacco mi inibisce, e posso finalmente tornare a correre sciolto e disinvolto. E la musica è subito cambiata. Il cronometro inizia ad essere un amico e non un nemico, torna a darmi soddisfazione, la pista mi accoglie anzichè rifiutarmi e, per usare espressioni tipiche del gergo ciclistico, ho ritrovato la gamba dei giorni buoni: la gamba, finalmente, gira come deve. Da un paio di giorni torno a compilare il diario quotidianamente, segnando allenamenti e tempi che torno a leggere con piacere ogni sera prima di addormentarmi, soddisfatto e appagato.

Insomma sono piccole cose che può profondamnet comprendere solo chiha la passione per la corsa. E ancor di più può comprendere chi, come me, ha un progetto: una sfida aperta. Che si concretizzerà a fine giugno, in un luogo a oltre 300km da qui.

Quel luogo si chiama Bressanone.

La sfida, si chiama “giro della morte”.

Alla prossima