Jerry & Tom

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Giochiamo un po’, oggi.

Dobbiamo fare un medio, di 6km, che è in assoluto la seduta che soffrivo di più. E che soffro ancora.

Ancor più se un’ora prima mangio un cornetto alla crema al limone che devo ancora digerire bene 24 ore dopo.

Propongo ad Alessio, che dovrà fare i suoi 6km in 4’50”, di giocare all’inseguimento. Lui parte, io aspetto due minuti e parto anch’io. Ad un ritmo di 4’30” che ritengo fattibilissimo, dovrei acchiapparlo alla fine.

Lui è incredulo sia sul suo ritmo, che sul mio. Ma prende bene la sfida e lo stimolo e dopo poco meno di 29′ taglia il traguardo alla media di 4’49”. Io arrivo un minutino più tardi, avendo superato pe r un paio di volte la tentazione di fermarmi per crisi organica. I tempi raccontano la défaillance: 4’15” – 4’33” – 4’53” – 4’53” – 4’40” – 4’40”. Media finale quattroequaranta. Spero sia stata colpa del cornetto. In ogni caso stamattina sono tutto un dolore … polpacci, schiena, ginocchio (…uno solo!).

Domani vediamo di recuperare col nuoto, il programmino di Jerry prevede 80 vasche in 55’…mah…

 

Alla prossima

Lissolata 2013

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Con Uzì stremato dalle 5 ore di camminata del giorno prima in Grignetta, la giornata di oggi mi offre la possibilità di una sfida non prevista che ci porta a pareggiare (2-2) le vittorie negli scontri diretti.

 

Oggi si finisce (probabilmente) la stagione dove tutto era iniziato, l’anno scorso, cioè sul Lissolo.

Parto dicendo a Uzì che vada col suo passo perché oggi mi stacco subito. In realtà sottostimo le mie energie di giornatA, e probabilmente 4 giorni di riposo mi han fatto solo bene.

Mi rendo conto che dopo esser riuscito a tenere la ruota di Uzì nel primo strappo, procedendo col mio passo agile sopravanzo e stacco pian piano Uzì. Che ovviamente mi tiene però a vista.

Dopo poche centinaia di metri infatti ansimante come un cagnaccio mi raggiunge. E attacca.

Io procedo col mio passo e poco dopo lo raggiungo e sopravanzo, riguadagnandogli dei metri.

Lo spirito combattivo di Uzì lo riporta sotto e, raggiuntomi, ancora mi attacca. Ma sento dal suo fiatone che è a tutta. Mi basta allora stargli poco distante e non strafare. Nella rampa finale le sue energie terminano, io ne ho ancora un po’ sicché attacco io questa volta, staccandolo, e giungendo al traguardo in 9’35” (nuovo PB) e con 7″ di vantaggio su di lui.

Ad onor del vero va detto che nella classifica a tempo, dopo le nostre 4 tappe in pareggio, Uzì conduce ancora con 49″ di vantaggio. E probabilmente, con questo vantaggio surgelato termineranno le nostre sfide del 2013.

Ma … mai dire mai.

 

Alla prossima

 

 

La bella, anzi bellissima

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Dopo la prima a me, e la rivincita a lui, tocca giocarsi tutto con la bella!

Mi presento in gran forma stamattina, al top della stagione direi, con 72,5 kg di peso, riposato, allenato … e la temperatura esterna è oltretutto eccellente, fresco e secco, come piace a me.

Anche Uzì mi dice di essere in forma al punto da aver negli ultimi giorni  migliorato alcuni dei suoi PB di corsa in montagna. Ma la bici in pratica la tocca solo quando riesce a raccogliere il mio invito, dunque raramente. Ed è principalmente su questo punto che il gap tra me e lui si è talmente ridotto in questo 2013 da rendere divertenti le nostre sfide: io quest’anno sono allenato in bici (500km/mese da marzo ad oggi) e lui no.

Alle ore 7,45, Pronti via … e il Colle Brianza vede due amici darsi battaglia.

Grafico altimetria

Avevo in mente di temporeggiare almeno per tutto il primo kilometro prima di attaccare, ma il forcing subito accennato da Uzì mi fa immediatamente cambiare idea. Ho paura di patire sotto il suo sostenuto ritmo e non avere più avanti le energie per togliermi lo sfizio di fare quel che sogno da un po’ di giorni: alzarmi sui pedali ed attaccare.

Parto dunque subito sferrando il primo attacco. Uzì non mi segue e gli guadagno dei metri, non pochi mi pare. Lui sale col suo passo… e dopo un po’ mi riprende.

Mi affianca e io riparto.

Stesso film, mi giro lui è un po’ distante…io mi siedo e lui dopo un po’ mi riagguanta.

Segue un terzo e poi un quarto attacco. Identici. E lui col suo passo mi lascia andare per riprendermi dopo un po’. Non gli riesco ad andar via.

Ma questa volta Uzì non si limita ad affiancarmi, si mette davanti e parte col suo progressivo forcing. Decido che è il momento della lotta psicologica, dunque lo affianco io questa volta… e riparto, scattando ancora.

Questa volta però le energie non sono più quelle iniziali.

Dopo avermi raggiunto Uzì poco dopo, ora piano piano allunga ed io faccio fatica a stargli dietro. Decido di andar su col mio passo e tenerlo a vista. Mi arriva a dare 30″ di distacco. Ma lo vedo, è lì e non mi pare brillantissimo.

Ad un certo punto la strada spiana e allora metto il 50 davanti e mulino. Recupero strada a vista, ed arrivo a 12″ da lui, ma la successiva e penultima rampa mi presenta il conto degli sforzi fatti. Si arriva così fino alla fine, dove lui chiude stremato in 12’59”, io 37″ dopo, più stremato di lui, e siglo il mio PB con il tempo di 13’36”, circa un minuto sotto il precedente PB

La gerarchia è ristabilita, Uzì è di nuovo davanti, ma il mio obiettivo di migliorarmi, attaccarlo e giocarmela è ugualmente raggiunto. E con gran divertimento, credo di entrambi, a prescindere dal risultato finale.

 

Alla prossima

Contro il tempo

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Scendere sotto i 73kg, durissima da farsi.

Scendere sotto la temperatura media stagionale, si fa, e ieri ecco 19°C, dopo pioggia.

Scendere sotto il precedente PB del 2012 su circuitino dietro casa, FATTO!

Complice un’amichevole sfida a distanza con Rine e  Mimmo un paio di amici come me ciclomani del momento,  ieri pomeriggio inforcata la bici, gonfio le gomme e via per i 20,6 km che copro in 34’38” alla media di 35,6 Km/h cioè circa oltre 2′ in meno rispetto all’anno scorso. Stanco ma soddisfatto.

Mi rimane solo da togliermi la soddisfazione di una salita tosta prima del grande evento previsto per fine settembre. Poi si torna ad assaporare il tartan con SuperLuckyStrike, ma senza velleità particolari, entro dicembre si tira una riga e si decide se proseguire o meno con questa prima ed ultima stagione, da MM40.

La natura ha delle leggi brutali. Chi scommette contro di lei rimane stroncato e deve inchinarsi al suo verdetto.

(Orio Vergani, Guido Vergani, a proposito dei 40 anni del Campionissimo in Caro Coppi, Arnoldo Mondadori, 1995)

 

Alla prossima

 

Domata la Onno (…ma non Uzì)

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Stamattina a parte un leggero mal di gambe, che rientrerà prima della sfida, sono pronto per la rivincita con Uzì. E anche lui dice di star bene. Ottimo, nessuna pretattica e si gioca a carte scoperte …così mi piace.

Si è deciso per la Onno dove nel 2012 lui siglava un PB di 16′ netti e io di 20′, quindi 4′ tondi di distacco … ma quest’anno io sono allenato e lui no, quindi prevediamo di poterci divertire.

E così sarà.

Pronti via, gli dico subito che avendo IO vinto la prima 🙂 toccherà a lui attaccare, quindi mi metto a ruota e aspetto di vedere cosa intende fare.

Dopo le prime centianaia di metri inizia il suo forcing e capisco subito che ci sarà da soffrire.

Dalla mia ho rapporti più agili a dispozione, ma lui più leggero e reattivo si alza ripetutamente sui pedali e inzia ad allungare, o almeno ci prova, più volte. Non sono attacchi secchi, ma progressioni a elastico. E ogni volta osserva la mia ombra, e capisce che non basta, deve inventarsi altro. Sto così bene che provo a un certo punto anche a rispondere e timidamente rilanciare, ma ma mi accorgo che avrei cartucce per staccarlo ma non per tenere il ritmo alto fino alla fine.

Si va quindi avanti con il suo copione per 3km a ritmo elvato, sino al segnale maledetto dei 2km alla vetta, dove vado cazzarola sistematicamente in difficoltà, come mi capitava anche nel 2012, sempre lì e sempre dopo circa 10′ dallo start…

E allora i pochi metri che Uzì guadgna con l’ultima progressione, iniziano rapidamente a diventare decine di metri, e poi ancora aumentano, finchè io schianto, ho bisogno di rifiatare e ossigenare i muscoli che hanno accumulato lattato, e vedo che il distacco arriva rapidamente a circa 40″, anche se lo vedo Uzì, è lì davanti…

Spero allora in una mia rapida ripresa e in un suo contestuale calo, ma accade solo la prima delle due cose. Gli ultimi 500 metri è una volata per cercare di stare sotto i 18′, mi riesce con un tempo finale di 17’52” oltre 2′ sotto il precedente PB, ma Uzì con 17″ e rotti mi ha preceduto e si aggiudica meritatamente la rivincita, steso sul muretto del traguardo, ad ansimare devastato, ma vincente.

I valori sono ripristinati alla fonte, è di nuovo lui il più forte dei due…ma ora ci giocheremo la bella. E intendo giocarmela.

Tocca solo decidere, insieme, dove e quando farla.

 

Alla prossima

 

Un anno dopo, gap Colmato

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La verità è che … quando alle 7,30 partiamo da Canzo, per arrivare al bivio che segna l’inizio della sfida in salita con Uzì verso la Colma di Sormano, tutto lascia pensare che dopo poco meno di 10km di ascesa l’epilogo sarà diverso da quello che vedremo.

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Ma pronti via, Uzì già dai primi metri sembra faticare a reggere il ritmo blando sulle prime pendenze dolci, il che è poco credibile, sicchè lo prendo in giro, e sono convinto stia bluffando.

Quando dopo i primi 2km accelero un pochino, lui mi lascia addirittura andare e mi lascia guadagnare qualche decina di metri, in modo da tenermi sempre a vista. All’inizio mi tengo su un passo prudente senza forzare, perchè immagino voglia divertirsi giocando al gatto col topo, sicchè solo verso il quarto kilometro quando la pendenza in prossimità del centro abitato di Sormano diventa più consistente (9-10%), passo al 34×28 e forzo un po’, per un paio di kilometri, fino a guadagnargli una quindicina di secondi. Non mi fido però … e faccio bene. 🙂

Dopo lo strappo, quando mancano circa 2,5 km all’arrivo Uzì mi torna sotto e mi riaggancia. Quando mi affianca gli dico vedo che tu inizi a carburare quando gli altri iniziano a stancarsi, ma lui nega e in effetti mi soprprende sentire il suo affanno: delle due l’una, o è un bravo attore o è vicino al limite. Non resta che provare a riaccelerare per capire.

Una progressione, poi una seconda, e dopo un po’ di elastico in effetti Uzì si stacca ancora. Di poco, però si stacca.

Sono convinto che negli ultimi metri mi salterà addosso per soffiarmi la vittoria …ma vittoria deche? 🙂 

Sono affaticato anch’io, ma voglio provare a rendergli difficile il finale. Accelero, mi alzo sui pedali e quando sto per raggiungere l’osservatorio mi volto e… Uzì non si vede. Dunque non bluffava, è incappato probabilmente – e umanamente – in una giornata no. Chiudo in 42’15”, quasi cinque minuti sotto il PB del 2012, lui una scarsa trentina di secondi dopo. La VAM di oggi è di quasi 900, nettamente migliorata rispetto al 2012. Dopo 4 mesi di allenamento costante…son soddsfazioni.

Su questa salita miglioriamo entrambi il tempo dell’anno scorso e, anche qui, sono sotto la media di Grimpeur.it .

E’ un buon momento. Sarà il caso di goderselo appieno, visto che la rivincita mi è già stata chiesta…e sono quindi certo che il verdetto sarà presto inveritto.

 

Alla prossima

Domato l’Alpe d’Huzì

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Il nome d’arte dell’Alpe del Vicerè lo partoriamo col Levriero qualche giorno fa, e direi che calza a pennello.

Nulla da fare, l’Alpe appartiene a lui, che detiene un tempo irrangiungibile, 25′ e rotti l’anno scorso, ma anche quest’anno 27′ e rotti pur senza allenamento specifico in bici.

Io però sono soddisfatto, pedalo forte, mai in crisi nonostante i 34° C, e con i 73Kg di peso in partenza, cioè 2kg in meno dal precedente PB di un mese e mezzo fa, tolgo quasi 2′ netti e scendo finamente sotto il muro dei 30′, siglando il nuovo PB: 29’15”

Dal padrone indiscusso dell’Alpe oggi ne beccherei ancora almeno 2′, ma insomma, va bene così … per ora 🙂

 

Alla prossima

Domata Giovenzana

Le albicocche del Gargano, mangiate sul Gargano e nel epriodo giusto (giugno) sono uniche!

Oggi però quando cn oltre 30° C, dopo aver tuffato la testa nell’acqua che sgorga alla fine della salita di Giovenzana, ne mangio quattro di quelle … albicocchepuglia … comprate da un marocchino … in un mercatino della Brianza…hanno un sapore che non ti dico.

Ci ho fatto 72 km per andare e tornare, ma quel che conta oggi è avere conquistato la mia personale sfida, abbassare (con 16’55”, circa un minuto sotto!) il precedente PB sulla salita di Giovenzana, e col pignone 28, al terzo tentativo finalmente senza metter piede a terra sul muro finale. Son soddisfazioni!

 

Alla prossima

Il ritorno alla pista

Breve, intenso ritorno.

Stamattina ore 9,15, dopo un paio di mesi dall’ultima volta, torno alla pista di atletica, torno per una sfida col fratellone, che si sta allenando con continuità da alcuni mesi.

Tre volte i 30mt mi dicono subito due cose, la velocità c’è ancora (4″10 senza forzare), la tenuta non molto. E così sarà la gara.

Mio fratello parte in seconda corsia, io in terza.

Durante la percorrenza della curva mi mangia il gap di corsia e si presenta sul rettilineo con un po’ di vantaggio, sto per urlargli evogghj che oggi perd, ma porto pazienza e cerco di rimanere composto. A metà rettilineo mi accorgo che lui cede un po’, io recupero, recupero e lo affianco. Colpo di reni sul finale e passo per primo il traguardo, sostiene lui, perchè io non saprei proprio dirlo.

Il tempo comunque segna 19″03, lui lamenta (e lamentava anche già nel riscaldamento ad onor del vero) brividi e fiachezza. Nel pomeriggio infatti gli sale la temperatura a 38, con mal di gola. Insomma, ho vinto contro un avversario febbricitante e debilitato :-). La rivincita è d’obbligo, vedremo quando.

 

Alla prossima

Energie infinite

Non ci sono altri modi per descrivere le sensazioni provate oggi.

Dormo male, mi sveglio presto, vado e torno in giornata a Genova per lavoro e al ritorno inforco subito la bici.

Torno a casa un’ora e 4′ dopo, tempo necessario per percorrere i mei Canonici 32 km.

Ma l”uscita di oggi ha un sapore particolare. Poco prima del bivio per Gerno di Lesmo, quando mancano pochi km alla mia salita, un paio di ciclisti mi sorpassano in malo modo, e soprattutto uno dei due mi taglia la strada con fare molto arrogante, per poi mettersi davanti a chiacchierare rallentando. Sono addirittura costretto a frenare. In quel punto c’è poco spazio per risorpassarli senza rischiare di esser tarvolto dalle auto, e quindi il loro gesto mi fa doppiamente incazzare. Sto per dirgliene quattro, ma mi calmo e decido di impiegare diversamente la rabbia. Pedalo forte, accelero, e appena posso li risorpasso e spingo sino ad arrivare a Canonica, dove i due mi riagganciano, proprio all’inizio della mia salita.

Inizia una sfida, imprevista, ma carica di adrenalina.

Immagino che in un batter d’occhio mi risorpasseranno e si involeranno verso Tregasio, ma dopo le prime centinaia di metri, quindi nel tratto più impegnativo della salita, vedo che quanto previsto non accade.

Mi decido allora ad andar fino in fondo, se volete la pelle venitevela a prendere ma dovete sudare, vaffanculo!

Passo la pizzeria Lipen (il mio intertempo) e leggo 3’57”, mai sceso l’anno scorso sotto i 4’15”.

Sento che non sono affatto stanco, cambio rapporto rilancio la bici, mi risiedo e mulino. Non mi giro neanche un attimo, mulino e rilancio, rilancio e mulino. La stanchezza sembra non arrivare mai, mi sento onnipotente  e mi gaso sempre più. Sensazioni da scemo, lo so, ma nel mio piccolo ci godo, inutile negarlo.

Arrivo nel pieno delle forze al traguardo in paese, davanti alla farmacia e leggo un alro tempo parziale da record personale, 3’37”. Il totale fa 7’34”, limati 15″ dal precedente PB, e quasi mezzo minuto meglio del PB 2012.

Nel piazzale  sulla destra giro la bici e piano piano inziio la strada del ritorno, quando arrivano i due stronzetti vedo che il distacco che gli ho dato è di 44″. Vabbè, forse loro avran tagliato il traguardo mentre chiacchieravano senza affanni, ma questo non ditelo a nessuno.

 

Alla prossima