Circuitino

Oggi seconda biciclettata di fila contro le previsioni meteo che davano tempo in peggioramento verso la metà della mattina.

Senza riscaldamento parto a razzo ( …si fa per dire!) per la mia prova a cronometro in linea di 10,4 km, sul mio circuitino dietro casa in cui nell’agosto 2012 in una giornata di grazia avevo fatto quasi 2′ in meno rispetto ad oggi: chiudo in 20″05 e di fare un secondo giro proprio non se ne parla. Ma pian piano sento che le gambe iniziano a ricordare qualcosa di quel che sapevano fare. Andiamo avanti a piccoli passi, ma sempre meglio che andare indietro.

La prossima settimana danno ancora brutto, magari altyerno un po’ con qualcosa di corsa o in acqua.

E da domani si riparte con un po’ di alimentazione sana (chiamarla dieta sarebbe troppo ambizioso!)

 

Alla prossima

Lavoro modificato

Da un po’ di tempo non ce la faccio più … a reggere il 10×200 rec.1′, e allora è arrivato il momento di cambiare lavoro, quindi corro 8×200 in 38″1 – 38″0 – 35″5 – 36″6 – 37″8 – 35″2 – 36″7 – 32″6. E ieri ho consumato la Galath, che aspettava il momento giusto per essere stappata e gustata. Ottima! Se riuscissi a ricordarmi dove cacchio l’ho comprata, potrebbe sostituire la Menabrea nel mio cuore, e nel mio stomaco.

E da ieri il cielo è sempre più blu.

 

Alla prossima

Il Ghisallo

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Non inganni la pendenza media che risulta addiritttura inferiore al 6%, perchè il Ghisallo, la salita che chiude il tris del triangolo lariano (dopo aver già fatto le salite di Onno e  di Nesso) è in realtà una salita costante al 9% circa nei tratti iniziale e finale, ma consente di respirare per 3km circa nel mezzo, il che – d’accordo – non è irrilevante.

E difatti con Uzì stamattina decidiamo di andar su insieme fino allo scollinamento di Civenna, e giocarcela nell’ultimo kilometro e mezzo che rampando sui tornanti ci porterà davanti alla chiesetta monumento del ciclismo.

C’è un fottìo di ciclisti lunga questa ascesa, a dire il vero ne incrociamo tantissimi già da Canzo fino a Onno e Bellagio. Finalmente oltre a quelli che in salita mi superano, inizio a prenderne qualcuno anch’io. E stamattina mentre uzì nel tratto iniziale, che è il più duro, fa un tira e molla fino a guadagnare un minutino circa, io affianco un tedesco che mi spinge a fermarmi di lì a poco, là dove uzì mi stava aspettando, perchè mi dice che secondo lui ho forato sulla posteriore. In realtà si tratta solo di una ruota un po’ sgonfia, ma sarà colpa della doppia razione di torta mangiata ieri al compleanno del principino, sicchè dopo un piccolo check point, ripartiamo.

Quando giungiamo all’inzio dell’ultimo tratto uzì smette di fare da elastico, ci affianchiamo e pronti via parte la bagarre. In realtà è pura illusione, perchè l’andatura è sostenuta e non mi riesce di attaccare in modo concreto come avrei voluto, dopodichè vado anche un po’ fuori giri di fiato e uzì mi passa davanti e, da ciclista galantuomo qual è, si limita  graffiare senza mordere, standomi davanti di una decina di metri e inicitandomi continuamente a non mollare, ma ormai per fotuna ci siamo. Arriviamo (stravolto io) in cima in 38’50” circa, il che considerato che ce la siamo un po’ goduta per la prima parte, e abbiamo anche riposato un po’ nel tratto centrale, non è malaccio. Clima, per la cronaca, semplicemente spettacolare.

 

Alla prossima 

Meno di 78

Con calicola che porta la temperatura oltre i 35°C, alle ore 17 dopo una mattinata a tinteggiare, diciamo che le condizioni ideali per una nuova prova sulla cronometro individuale nel circuitino dietro casa proprio non c’erano. Ma, si sa, quando tutto è a posto i risultati non vengono quasi mai, mentre…

Insomma per farla breve mi trovo a spingere con le solite 90 pedalate al minuto un rapporto più duro del solito con il medesimo sforzo e al primo giro, che in genere è di riscaldamento, segno subito il miglior tempo di sempre, in 18’17, mentre nel secondo pago un po’ lo sforzo e chiudo in 18’33, per un totale di circa 21km in 36’50”, ben 78″ meno del precedente record personale: media poco meno di 34km/h.

E a dirla tutta la bilancia stamattina era stata premonitrice, abbandonati i miei 78kg del pesoforma invernale, stamattina segnava un bel 75! Sperando serva ad andare un un pochino  più forte anche in salita.

 

Alla prossima

Lì, solo

Sono le 8 del mattino e  ci sono 19° quando carico la bici in macchina per andare a scalare il Lissolo.

Le condizioni meteo sono ideali e dopo i 12’15” ottenuti circa un mese fa in mountain bike, cercavo un’occasione per riscattarmi. Parto bene, anche se come al solito senza riscaldamento, sicchè dopo i primi strappi le gambe mi si induriscono, ma non ho la controprova che col riscaldamento possa andar meglio, e in ogni caso non ho neanche il tempo per farlo. Quindi questo è, prendere o lasciare.

Ma dopo 7’48” di pedalata consistente e soddisfacente, quando ho ormai superato il monastero e la discesa successiva, sull’ultima rampa sento davvero che le gambe non vanno più e il fiatone mi preme sul petto da far paura. Mi ricordo che a casa ho una principessa, una principessina e un principino che mi aspettano, sicchè preferisco fermarmi e rifiatare un minutino circa, il tempo di terminare la rampa ripida a piedi. Una vergogna per un ciclista, ma che ci posso fare?!

Concludo poi pimpante verso il traguardo, in 11’30”.

E mercoledì ci sarà il cinema con uzì, si replica, stesso posto stesso mare, sperando di avvicinare il tempo medio dei ciclisti di Grimpeur.it .

 

Alla prossima

Sulle tracce del Levriero

Oggi non riesco a combinare col Levriero in pausa pranzo, nè con Alessio dopo il lavoro.

Così finisce che vado a Villasanta, a 6 mesi dall’ultima volta in cui sono andato da Raffale e i regazzini nel loro abituale ritrovo in orario preserale. Loro sono pur sempre il mio gruppo sportivo…seppur carente (anzi privo) di master pistaioli.

L’idea è di mettermi sulle tracce della seduta odierna del Levriero correndo i 10×200 rec. 1′ al suo ritmo che oggi mi sembrava di ricordare essere migliore del mio migliore. Invece il mio Personal Best scartabellando bene vedo che è datato 23 gennaio ed è 33″9, ma allora ero trainato da un indemoniato Alessio.

Oggi sono solo, e anche se sto bene preferisco farne 8 anzichè 10, che domani potrebbe riuscire di combinare la sfidazza Bici Vs Uomo, con Uzì, sul suo terreno.

I tempi ottenuti oggi comunque sono: 33″7 – 34″9 – 35″2 – 34″1 – 33″8 – 33″5 – 33″3 – 33″7.

Allenante e incoraggiante, direi. 

 

Alla prossima

 

Menabrea n.21, questa volta in gara

Corrigiuriati, ore 13.10. Siamo tutti allienati per la partenza del mille.

Alcuni allunghi fatti poco prima mi dicono che sto così così. Di fianco a me non ci sono nè Cristiano nè il Levriero con cui pensavo di giocarmi la volata, ma c’è il maratoneta, tornato in grande spolvero dopo un po’ di infortuni seri. Lo avevo batutto in volata ben 4 anni fa su una gara di 800metri, quando lui aveva più o meno l’età che ho io oggi.

Pronti via il ritmo mi pare tranquillo al punto da poter passare a condurre, ma saggiamente sto in scia di Marco, il maratoneta appunto. Decido di non guardare mai il cornometro se non dopo il traguardo, e di cercare di stargli attaccato finchè riesco, poi provare a lanciare la volata, insomma una replica della gara in cui mi era riuscito di batterlo, anche se oggi ci sono 200metri in più, a suo vantaggio, essendo lui un fondista.

Ai 200metri ci urlano trentasei, poi dopo 3″ sento trentanove, quaranta, quarantuno, ecc.. Abbiamo già un po’ di margine che tenderà a crescere fino alla fine. E così si va di questo passo insieme, in tandem.

Ai 400 sento la fatica di fiato, che inizia a farsi rumoroso (musica per le orecchie di Marco, che se ne accorge e, giustamente, prova ad accelerare). Ai 600 penso di lasciarlo andare, inzio a soffrire e non c’ho proprio voglia di continuare con questa sofferenza. Ai 700 mi dico, dai prova a stargli attaccato fino agli 800 che poi ce la giochiamo. Così faccio, ma sono molto affaticato, il fiatone inizia ad essere quello della pre-crisi. Qualche metro prima degli 800 confesso che mi scappa l’occhio sul display e leggo 2’24”. Ora lo lascio andare. No! Col cazzo che lo lasci andare! Arriva sul rettilineo e poi provi la volata. Non ce la faccio più. Non dire stronzate, chiudi gli occhi e corri!

Ma ormai siamo ad inizio in curva, qui non posso certo correre con gli occhi chiusi, anche perchè se voglio provare la volata devo stargli proprio attaccato.

In piena curva mi pare lui stia mollando un po’, lo affianco (stronzata!)  e ai 120 dall’arrivo parto(altra stronzata! Troppo presto!).

Il cambio è violento, lui non reagisce, evidentemente mi dava per spacciato e non se l’aspettava, penso. Poi invece agli 80 metri dal traguardo sento un incedere frequente e un fiatone incalzante e anche un po’ incazzato. Io sono alla frutta ma tengo ancora bene la spinta, che la volata si sa attinge da un altro serbatoio di energie. Ho un po’ di vantaggio, mi accorgo che lui nella sua corsia ha un doppiato che potrebbe ostacolare il suo tentativo di riacciuffarmi, allora mi allargo, gli facilito la rimonta e penso che devo esser fiero di questo piccolo gesto sportivo di cui lui magari manco si è accorto. Siamo ai 20mt dall’arrivo e ho praticamente vinto, ho ancora un metro e mezzo di vantaggio.

Ecco. qui mi succede una cosa strana, che temo di non riuscire a spiegare bene, ma ci provo.

Non ho più voglia di soffrire, all’improvviso. E penso al tempo stesso che la sua tenacia mi ha spiazzato, perchè non ha mollato quando pensavo fosse finito. A 10 metri dall’arrivo tiro i remi in barca totalmente, e mi lascio sorpassare. Lui chiude in 3’01”, io d’inerzia in 3’02”, che è comunque Menabrea (questa volta in gara, per la gioia di Lucky), ben 12″ sotto il vecchio PB. Lui di PB ha 2’43” a dirla tutta, ma oggi ha vinto di testa. All’arrivo mi chiedono … perchè hai mollato? Non saprei spiegarlo bene. E comunque non c’ho il fiato neanche per provarci, a spiegarlo.

Sono piegato in due ma mi accorgo che lui viene subito a cercarmi per darmi la mano. Complimenti Marco! gli dico con un filo di voce, e lui mi fa No, no, complimenti a te! Mi è piaciuta un sacco la gara. E aggiunge … e comunque la gara finisce al traguardo eh, avevi praticamente vinto, ma finchè non arriva il traguardo io do sempre l’anima…

 

Alla prossima

 

Alla prossima

Che tempo fa!

 

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Ci sono le telecamere amiche oggi al Giuriati, per riprendere la nostra preannuciata sfida sul 300.

Io e Lucky arriviamo in teoria in buona forma, ma in pratica una volta calpestata la pista del Giuriati, a me gira la testa, a entrambi le gambe sembrano dei mattoni, e ci pare di accumulare lattato già negli allunghi.

Andiamo bene.

Poi invece nei 4x30metri che ci servono per prendere confidenza con la velocità, inanelliamo buoni tempi, migliori del previsto. E meglio delle previsioni è anche il meteo, che davano pioggia e invece spunta il sole.

Le prime due ripetute sono senza chiodi e senza forzare, in 4″31 e 4″14. Poi coi chiodi è un altro andare, 4″00 e 3″94. Le gambe girano meglio del previsto.

Dopo 5′ siamo allo start dei 300, la tensione c’è anche se la mascheriamo un po’.

Pronti via!

Parto rapido, lui esce lento, ma fino ai 100 metri io cerco di impostare e controllare il ritmo giusto, lui mi mangia metri e quasi mi affianca. In piena curva lo sento avicinarsi ancora, e conoscendo la sua propensione per la volata (…e a volte anche il volo!), inizio a temere e capisco che devo fronteggiare il suo arrembaggio reagendo. Mi presento in rettilineo finale con un passo più pimpante, allungo e lo tengo a distanza di sicurezza, ma devo dar quasi fondo alle energie residue. Ci sono un paio di persone che ci ostacolano un po’, deviamo la traiettoria ma poi alla fine chiudiamo bene.

Io in 39″04 (insperato), lui 39″40. Si conferma il fatto che Lucky sta tornando veloce, mentre resistente lo era già. Difendersi da lui sarà sempre più impegnativo, d’ora in poi.

Considerando che stamattina non stavo in piedi, prendo e porto a casa, abbastanza soddisfatto. Ma tra un paio di mesi occorrerà togliere un secondo, poco più o poco meno.

 

Alla prossima

 

Il lentista

Oggi si provano le chiodate.

Ne recupero 3 paia dalla scarpiera da far provare all’amico Lucky, che tra pochi giorni esordirà ai campionati italiani indoor di Ancona.

Non gli sta bene nessun paio, pur avendo lo stesso piede, anzi no, scusate lui ha il PDC e immagino questo faccia la differenza. 🙂

Io comunque la seduta di oggi decido di correrla con i chiodi e allora si va per i 4x30mt in 4″2 – 4″1 – 4″1 – 4″0 , poi 30mt fly con 20-30mt di lancio in progressione, corsi in 3″8 – 3″7 – 3″5.

Infine arriva il piatto forte della giornata. Due volte i 100mt, con Lucky che mi costringe a tirare, perchè nonostante io stia bene e abbia i chiodi (lui senza), non mi lascia andar via facile come pensavo.

Punto a correre almeno una delle due prove in sub12 (per la cronaca nel 1998 feci il mio PB in 11″41, nel 2008 11″74 e nel 2009 11″62).

Invece viene fuori solo 12″05 alla prima e 12″12 alla seconda prova. Lucky un pochino indietro in entrambe, ma la cosa che non mi lascia contento è la sensazione di lentezza fisiologica. Non una lentezza del momento, che ci starebbe anche, visto il periodo.

Proprio una lentezza della serie più di così non credo di poter andare…

Brutta sensazione, proprio brutta. Mi sa che il giro di boa dell’età è ampiamente stato fatto un paio d’anni or sono … Sperando magari di sbagliarmi.

Rimane quella di oggi una bella seduta, in bella compagnia, con Lucky che si fa sempre più minaccioso. Bravo lui.

 

Alla prossima.

Oggi le buski

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Quando arrivo in pista Lucky è già lì. E c’è anche Daniele.

Mi scaldo, e il freddo va via, ma non il vento.

Via coi 4x30mt, in 4″2 – 4″2 – 4″1 e 4″2.

Poi si va per i 3×150, che il Califfo impone a Lucky in 19 e rotti. Ci proviamo e ci riusciamo.

Il primo in 18″8, via il cappello (in senso reale e in senso figurato…visto che siamo in odor di Menabrea annata 2010) e via Daniele, che non vuole strafare, saggiamente.

Il secondo in 19″9, via i guanti.

Il terzo in 19″2. Lucky sempre un pelo davanti.

Insomma oggi le prendo dal mio compagno di seduta, come mi aveva predetto Nicola prima di pranzo.

Ma a dire il vero le sensazioni sono buone, solo che temo il 350 finale che lui deve fare in 52″ e rotti. Non c’ho nessuna voglia, lo faccio solo per fargli compagnia.

Passaggio previsto ai 200mt in 30″, gambe molli ma pronti via si va!

Canno il ritmo e scopro con sorpresa che Lucky non mi agguanta, mi rimane dietro, quando passo ai 200 sono ancora davanti e leggo 27″ e rotti … bah … sarà merito del vento! ma continuo bene fino alla fine  chiudendo in 50″9, lui appena una manciata di decimi dietro.

Alla fine della seduta rimane poco tempo per mangiare (e infatti salto), molta soddisfazione per i risultati, il piacere di aver passato un’oretta in compagnia di amici … e il morale alto. Stanchezza in apparenza non pervenuta, nonostante il quarto giorno di seguito. E, questi, sono misteri dell’atletica.

 

Alla prossima