Lavoro modificato

Da un po’ di tempo non ce la faccio più … a reggere il 10×200 rec.1′, e allora è arrivato il momento di cambiare lavoro, quindi corro 8×200 in 38″1 – 38″0 – 35″5 – 36″6 – 37″8 – 35″2 – 36″7 – 32″6. E ieri ho consumato la Galath, che aspettava il momento giusto per essere stappata e gustata. Ottima! Se riuscissi a ricordarmi dove cacchio l’ho comprata, potrebbe sostituire la Menabrea nel mio cuore, e nel mio stomaco.

E da ieri il cielo è sempre più blu.

 

Alla prossima

Ancora un po’

Un’ora d’aria presa per non respirare fino all’ultimo l’aria terribile che c’è oggi al chiuso. Se va come deve tra un po’ l’aria sarà fresca e frizzante. Meglio che calda e stantìa.

Così alle 17 sono a Villasanta  dove solo soletto, mentre tramonta il sole, faccio il solito 1500 variato, 100 lenti e 200 veloci. L’impresa si dirà compiuta quando i primi saranno corsi in 25″ e i secondi in 40″.

Oggi la sequenza è: 24″/41″ 30″/40″ 27″/41″ 28″/40″ 26″/38″ che fa un totale di 5’40”. Senza fitta al fianco per la gran magnata nervosa fatta a pranzo magari oggi poteva essere la giornata giusta.

Arriveranno (presto) tempi migliori.

 

Alla prossima

 

In crescendo

Ieri mattina alle 8,30 fatti 15-20′ blandissimi e senza cronometro, solo per scaricare le tossine derivanti da altro, non dalla corsa.

Oggi alle 10 in pista a Villasanta, con l’idea di arrivare pian piano a fare 3×300 col passo di gara, dopo la seduta di mercoledì scorso in cui avevo corso 4x150metri, aumento un po’ i volumi e corro 200-150-200-150, recuperando 5′.

Parto con 40+30+30 per prendere un po’ di brio, e ootengo 5″99 – 4″35 -4″32. La gamba sembra buona oggi, nonostante un caldo umido piuttosto fastidioso per il respiro.

Il primo 200 viene in 27″52, da manuale. Il 150 viene un po’ lento – nosnostante la compagnia del mio fratellone – in 20″87. Semplice errore di valutazione del ritmo, direi. Poi decido di prendere un po’ di brio ancora, e allora mettiamo i chiodi.

Il successivo 200 viene in 27″31, ma inizio a sentire un po’ di fatica negli ultimi metri. L’ultimo 150, col fratellone questa volta quasi alle calcagna (lui farà 21″18) tiro fuori 20″32. Ma al traguardo sono in debito di ossigeno.

Occorrerà ora cercare di insierire almeno una seduta di forza e una di tempo run extensive a settimana, per rendere un po’ più utili sedute come quella di oggi.

 

Alla prossima

 

Miscela tossica

Vado o non vado vado o non vado. Ma sì. Alla fine decido di andare, che potrebbe essere una delle ultime sedute al Giuriati.

Chissà se le tossine del lattato, incontrando le tossine già presenti nei muscoli per le otto ore quotidiane non pagate degli ultimi 3 mesi, rimangono fuori o ad esse si sommano…

Il dubbio è sciolto alla fine della quarta ripetuta sui 150 metri, quando il mondo mi gira tutto attorno.

Non avevo i chiodi, per la cronaca, e baso la seduta sul ritmo gara e lo mantengo con buon senso del ritmo e all’ultima ripetuta anche un po’ di senso della disciplina: 20″68 – 20″88 – 20″55 – 20″26. Recupero sempre 4′ rientrando al passo verso il punto di partenza.

Alla fine della seduta, negli spogliatoi mi tocca osservare una discussione agguerritissima sulle luci accese a quest’ora del giorno tra un ambientalista e un io pago e accendo quel cazzo che voglio? Mi inserisco dicendo…ma …del phon che al giuriati non c’è…non gliene fotte un caxxo a nessuno? Poi li osservo bene, e capisco che non hanno interesse in quanto… carenti della materia prima da asciugare. Un po’ in imbarazzo aggiungo un Era solo per dire…che tutto è relativo

 

Alla prossima

Venticinque e ventiquattro?

Poi uno dice perchè non vuoi far più le gare Fidal?

Partiamo dalla fine. Medaglia d’oro su 200 metri ai Campionati Regionali oggi, portando a casa anche una bella polo bianca dell’Asics con su scritto “Campione Regionale Lombardia”. Anche se, ad onor del vero, bastava esser presenti ed arrivare al traguardo oggi, perchè degli avversari iscritti nella mia categoria non si è presentato nessuno.

Sono solito dire che gli assenti hanno sempre torto…ma questo deve valere per gli atleti, non certo per i giudici di gara. E qui veniamo al dunque. Mi limito a raccontare i fatti, di far polemica sono stanco.

Mi presento al campo con una gran voglia di gareggiare, una cosa, per chi mi conosce, mai vista. E ho tanta voglia di vincere anche, e di correre forte. Il morale, insomma, è alle stelle. Le gambe dovrebbero essere un po’ affaticate dalla gara di ieri, ma durante il riscaldamento e gli allunghi non mi sembra di accusare stanchezza. Faccio un paio di 50metri controllati in 6″91 e coi chiodi in 6″53 e sono pronto. Partenza prevista in seconda serie, seconda corsia.

Inverto, come ieri, i piedi alla partenza dai blocchi, mi accuccio in una posizione più raccolta e sbilanciata in avanti, e allo start parto a razzo. Per circa 50metri rimango basso, mulinando con le braccia. Quando a metà curva alzo la testa, mi accorgo che ho recuperato quasi tutto il gap dai miei avversari. Contengo la spinta fino all’uscita della curva dove sprigiono le energie residue. Le sensazioni sono eccellenti. I miei avversari sono alcuni metri indietro, io rimango composto e concentrato fino alla fine e quando con un colpo di reni taglio il traguardo leggo 24.0. Sensazionale!

Poco dopo lo speaker annuncia il mio nome seguito dal tempo, si riesce a cogliere 24 e … e non riesco a sentire i decimi. Chiedo a qualcuno che mi dice di aver sentito 24″ 20.

Seguono circa 60 lunghissimi minuti in cui cerco in tutti i modi di carpire il mio tempo, ma della mia serie sembrano essersi perse le tracce. Poco prima della premiazione arriva il responso. Quando mi premiano, di fianco al mio nome, a penna è scritto un tempo … 25″24…

Direi che non c’è altro da aggiungere, se non che quel che importa è che mi rimane alto il morale e la voglia di continuare ad allenarmi con metodo faccio-da-me, che forse è la miglior scelta di questo 2012.

 

Alla prossima

Il capo delle gambe

Chi comanda è il capo oggi.

E se il capo latita, le gambe pur operose si trovano disorientate. E’ un momento così, questo, inutile negarlo, discutibile sottrarsi. E’ che se anche andare al campo per gareggiare su una distanza che ti piace e a cui ti sei iscritto, e dove ti aspettano gli amici in una splendida giornata primaverile, diventa un peso per il capo, le gambe è meglio che obbediscano. In attesa di trovare un accordo più avanti o, un po’ come Carlzon, rovesciare la piramide.

Nel tardo pomeriggio però proprio le gambe vogliono dimostrare che loro per la lotta ci sono, e quando il capo deciderà saranno pronte. Un 500 secco in Via Gallarana con 10′ appena di riscaldamento, quanto basta per avere la fronte imperlata di sudore  – che secondo Maurizio il massaggiatore è la condizione per mettersi a fare cose un po’ veloci. Il risultato è 1’17”, a 2 secondi dal PB ottenuto però coi chiodi su pista. Dopo 3’30” i bpm, 102, non sono neanche male.

P.s. ai miei amici Lucky e Nicola, certo che si saranno divertiti comunque, invio le scuse del mio capo.

Alla prossima

More now

Oggi ho visto una farfalla in pista … mentre correvo con Stefaniy (…trappola per  Uzì e per Max).

E’ il segno della primavera, inequivocabile ormai.

Mi scaldo con la canotta del Panda, regalo graditissimo di Max ai tempi della brigata tapasciona e dopo appena 5′ la ragazza quattrocentista greco-americana mi chiede se voglio farle compagnia che deve fare 5×60 e un 200. Sono freddo a dire il vero ma se mi dai altri 3′ di tempo mi aggrego. Vabbuò? Vabbuò!

Si dimentica che le avevo detto I don’t speak english very well, I prefer to speak italian, please… e si lancia in una serie di domande incazanti (di quelle standard per fortuna, famiglia, personal best, lavoro…) a cui rispondo in un inglese impeccabile per pronuncia e grammatica. Mi scavo la fossa da solo.  Non sa, lei, che oltre questo non vado. Il resto del discorso è tutto una serie di domande incomprensibili cui seguono risposte come: eeh?!…What?! …Mmmm…can you repeat please?… can you speak slowly please?…

Meglio che corriamo vah!

Lei coi chiodi io senza, lei mediamente sempre appena sopra gli 8″, io corro facile in 7″85 – 7″89 – 7″84 – 7″76 – 7″75. Giannibaffetto che mi dice …però cazzo, ti vedo bene, almeno 53″ dovresti farlo facile…

Sì, come no?! Già sentita questa…

Dopo 8′ accompagno la ragazza su un 200 in progresione da stare sotto i 30″, lei chiude in 27″8, io in 26″93. Lei ha finito, io ho voglia di farne ancora uno, che chiudo in 27″63. Corro facile il primo, affaticato invece il finale del secondo. Brutto segno. Non sarò mai più un buon 400ista. Se mai lo sono stato in passato. Però non pensando alle gare mi diverto, e scusate se è poco.

 

Alla prossima

Il lentista

Oggi si provano le chiodate.

Ne recupero 3 paia dalla scarpiera da far provare all’amico Lucky, che tra pochi giorni esordirà ai campionati italiani indoor di Ancona.

Non gli sta bene nessun paio, pur avendo lo stesso piede, anzi no, scusate lui ha il PDC e immagino questo faccia la differenza. 🙂

Io comunque la seduta di oggi decido di correrla con i chiodi e allora si va per i 4x30mt in 4″2 – 4″1 – 4″1 – 4″0 , poi 30mt fly con 20-30mt di lancio in progressione, corsi in 3″8 – 3″7 – 3″5.

Infine arriva il piatto forte della giornata. Due volte i 100mt, con Lucky che mi costringe a tirare, perchè nonostante io stia bene e abbia i chiodi (lui senza), non mi lascia andar via facile come pensavo.

Punto a correre almeno una delle due prove in sub12 (per la cronaca nel 1998 feci il mio PB in 11″41, nel 2008 11″74 e nel 2009 11″62).

Invece viene fuori solo 12″05 alla prima e 12″12 alla seconda prova. Lucky un pochino indietro in entrambe, ma la cosa che non mi lascia contento è la sensazione di lentezza fisiologica. Non una lentezza del momento, che ci starebbe anche, visto il periodo.

Proprio una lentezza della serie più di così non credo di poter andare…

Brutta sensazione, proprio brutta. Mi sa che il giro di boa dell’età è ampiamente stato fatto un paio d’anni or sono … Sperando magari di sbagliarmi.

Rimane quella di oggi una bella seduta, in bella compagnia, con Lucky che si fa sempre più minaccioso. Bravo lui.

 

Alla prossima.

Trovar la chiave

Premesso che:

a) non ho ancora capito se nel 2012 voglio gareggiare o no, con quale società, e su quali specialità

b) anche avessi deciso la specialità, non è facile capire se e quali sedute sono funzionali o meno alla/e specialità eventualmente scelta/e,

MA … 🙂

…nel frattempo, oggi alla fine di 5×400 (rec. 2′) in 1’21”- 1’22” – 1’18” – 1’19” e 1’17”, molto anzi troppo faticosi, riflettevo che è strano che con lo stesso recupero riesca a correre addirittra 3 serie di 4×300 ad un ritmo ben più sostenuto (53″ e rotti di media), su un volume complessivo ben più ampio (3600mt contro  2000, quasi il doppio) ma soprattutto con meno fatica. O, meglio, una fatica che mi procura sensazioni diverse.

In effetti credo che la mia soglia di decadimento organico arrivi proprio dopo i 300 metri, con qualche avvisaglia dai 200-250. E non solo in gara, evidentemente. Insomma esattamente cioò che non dovrebbe accadere ad uno che vorrebbe fare un bel GIRO.

Ma se questa fosse la chiave del mistero, in allenamento dovrò certamente lavorare molto, e ancor più, su 300, 400 e 500, in tutte le salse e a tutti i ritmi e con diverse tipologie di recupero.

Le docce oggi non andavano al Giuriati, ma in compenso mi sono lavato lo stomaco con la bomba fritta della riosticceria siciliana di via Teodosio, ripiena di ogni bene, unta come poche cose al mondo.

 

Alla prossima