In Giro sul Gargano

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Dopo San Marco in Lamis, Ascoli Satriano, il tratto da Vieste a Santa Tecla passando sopra Pugnochiuso, ieri ho afforntato qualella che posso definire l’uscita più impegnativa da quando vado in bici: da Vieste a Vico del Gargano, per un totale di 90km (strada sbagliata compresa…) e circa 20km di salita, con 34° C. Non ci sono parole per descrivere l’emozione provata pedalando su quei tornati tanto desiderati negli ultimi anni, quando li percorrevo in auto e non in bici.

Poi stamattina, non pago, ancora un’uscita dal Residence di Vieste  a Santa Tecla (in 45′) e ritorno, coi suoi 26km di cui la metà circa è salita al 5%. Le gambe hanno faticato un po’ troppo, evidentemente la stanchezza del giorno prima non è stata smaltita del tutto, e ci mancherebbe!

Domani sarebbe il gran giorno della Macchia-Monte Sant’Angelo, 13km di salita di cui 9 km al 7%, ma vediamo come si svegliano le gambe dopo due giorni belli tosti e valutiamo.

 

Alla prossima

Lavoro modificato

Da un po’ di tempo non ce la faccio più … a reggere il 10×200 rec.1′, e allora è arrivato il momento di cambiare lavoro, quindi corro 8×200 in 38″1 – 38″0 – 35″5 – 36″6 – 37″8 – 35″2 – 36″7 – 32″6. E ieri ho consumato la Galath, che aspettava il momento giusto per essere stappata e gustata. Ottima! Se riuscissi a ricordarmi dove cacchio l’ho comprata, potrebbe sostituire la Menabrea nel mio cuore, e nel mio stomaco.

E da ieri il cielo è sempre più blu.

 

Alla prossima

Effetto Lucky

Arrivo tardi, ma in formissima di testa, pur avendo dormito solo 2 ore, sperando che le aspettative di questi giorni non vengano deluse…che sarebbe l’ennesima mazzata!

Arrivo tardi, dicevo, e Lucky e Lorenzo ne han già fatto uno di 300 ed anche molto (forse troppo) brioso. Riesco ad aggregarmi  a loro da lì in poi con appena 4′ di riscaldamento nelle gambe, che però reagiscono con dignità. Farò con loro 3×300 rec.5′ e 3×200 rec.2′.

Soffrire un po’ si soffre sempre, ma spingere spingo bene, e i tempi non sono malaccio: 52″33 – 50″08 – 48″78, poi 31″49 – 31″47 – 30″63.

Sullo sfondo si assiste alle prove tecniche di chiodate del maestro.

Alla prossima

Il bucaneve

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Questo post lo dedico con tutto il cuore a Simone, un amico della rete, per chi non conosce già la sua storia lo invito a fare un salto sul suo blog. Ne rimarrete entusiasti. La sua è una storia incredibile: vince una maratona, si ammala, lotta come un leone e …beh, il resto, lietro fine compreso, lo lascio leggere a voi, se ne avete voglia. A breve sarà anche pubblicato un libro, che mi sento già di consigliare a tutti. E’ una storia che mette di buonumore. Simone, sei un grande, Simone.

Alla prossima

Trovo un momento

Domenica alle 11,30 mi lasciano portare a casa principessa malconcia e principino.

Ma il momento va festeggiato in anticipo, e alle 10 sono in pista a Villasanta per onorare la gioia di vivere, e la tabella, e addirittura trovo il tempo per continuare la chiacchierata con Raffaele, che sembra comprendere –  questa volta – che preferirei per un po’ di mesi non ricevere sue tabelle, ma che lo ringrazio comunque per la sua grande generosità. Quando vuoi e te la senti raccontami cosa fai e chiedimi cosa dovresti fare, per me è un piacere supportarti.

Mi sento libero ora, e allora esagero un po’, vorrei fare 3x(300+100) rec. 1’/6′, in 50″ e 15″, ma mi faccio prendere la mano e devo fermarmi esausto a due sole serie, però corse sun tempi più rapidi, 47″54 e 14″41, poi 48″04 e 14″11.

Stamattina sono stanco, dormito un cazzo (anche quando è un dolce non dormire, è pur sempre non dormire un cazzo!), il peso è ai minimi storici 73 kg, contro i soliti 78, ma stasera proverò ad allenarmi ancora.

 

Alla prossima

Pandapapà

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Ma il merito è tutto di pandamamma.

Le donne hanno una marcia in più. Precesareizzata dovrebbe andare in automatico ancora al cesareo, ma decide di provarci per un parto naturale, e allora diventa paziente sootto osservazione speciale. Risultato: 22 ore di contrazioni violente, ogni 4-5 minuti e poi sempre più ravvicinate. Delle 22 ore, 16 sono di travaglio perchè finchè non inizia la dilatazione (lenta) loro non lo chiamano travaglio. Intanto una serie di visite che provocano un macello da vedere e da provare, e poi con gli occhi indietro e in delirio di dolore, sfinita con le energie che vanno a zero, e un filo di voce appena, la sofferta ma condivisa decisione per il cesareo.

E il panda che crolla in lacrime, consolato dalla dottoressa veterana dell’Ospedale di Monza, che con dolcezza mi prende il viso tra le mani e mi sorride, con fare materno e professionale, insieme. Insomma…le donne hanno una marcia in più.

Alla prossima

Se

Voglia di scrivere un po’. Di vaneggiare, più che altro.

Ma… SE domani ai campionati regiOnali master riuscissi a fare una prima PARTE del GIRO in 27″, con la tenuta aerobica che ho quest’anno che pare essere maggiore dell’anno scorso (miglior prestazione nel 2010 55″34) non sarebbe impossibile tentare di ottenere già sui 55″ e rotti, nonostante il mio pessimo indice di resistenza (nel 2009 passando in 25 e rotti chiusi in 58 e rotti con arrivo strisciante…).

Sarebbe un bel punto di partenza un 55″, domani, perchè sto ricominciando ad allenare la velocità, visto che gli infortuni – che hanno lettaralmente compromesso non tanto le gare quanto la preparazione degli ultimi 3 anni – sembrano ormai avermi dato per il momento tregua. SE così fosse entro la fine della stagione… lallora…qui mi fermo, dai, che è meglio.

 

Secondo SE, buttato qui così, per discutere un po’, prima di andare a pranzo…SE, dicevo, i campionati regionali master dessero l’acceso ai campionati italiani, tipo i primi 5 classificati, di ogni categoria, cui si aggiungono i 5 migliori tempi dell’anno, cui si aggiungono di diritto i primatisti regionali e magari anche provinciali dell’anno precedent …SE fosse uan cosa così, non avrebbero un sapore un po’ più vero e avvincente i Campionati Italiani Master?

Ciro, aprile 2011: ma po’…chell che dich io…è … checazza di gust ce stà a preparare ‘n’atleta master, se poi ai campionati italiani ce vann tutt quant, senza che ci sia i minimi di partecipazione, accussì va a finì ce stà gente co a’ panza, gente che magari nun ha mai curruto…naaa…accussì nun ce sta gust, manco si vincess

 

Alla prossima

Altri tempi

E’ tardi, tra un po’ inziano le gare.

Ed io non so bene neanche a che ora sia la mia gara, ma intanto prendo la moto e arrivo al campo, che è al buio, come se stesse per arrivare un temporale, o sopraggiungere improvvisamente la notte. Però la mia gara è un 400, questo lo so, e per questo inizio a tremare. Non c’ho per niente voglia di gareggiare stasera.

Mimmo fa il buffone come sempre, in un clima teso e tra volti cupi o concentrati,  la sua  proverbiale capacità di sdrammatizzare con battute in rigoroso dialetto napoletano è l’unica cosa a cui riesco ad aggrapparmi. Il mio caro e brevilineo amico Mimmo, già, ottocentista da 1’58” e rotti, con gambe da Hulk, sorriso spassoso e occhi colmi di affetto.La sensazione di disagio e di disorientamento è la cosa che mi rimane appiccicata addosso, quando la principessina irrompe in camera da letto e si fionda sotto le coperte. Svegliandomi.

Poi mi sussurra papino ti voglio bene, e allora mi sveglio bene, con una sensazione che dal disagio si discosta verso il piacere. Il piacere che esista, nella mia vita, la mia famiglia.

Che strano sogno, però.

Poi in effetti mica tanto…a pensarci bene mi mancano gli amici dei bei tempi, quelli mollati per costruire un futuro altrove.

Alle 13 sono già in pista che mi scaldo da un po’, mentre al telefono Raffaele mi ricorda con infinita pazienza e passione, le cose da fare nella seduta di oggi.

Dopo un po’ di andature correttive studiate dal coach per cercar di mettere a posto i miei difetti di postura, corro due volte i 600, in 2’13” e 2’09”, recuperando 5′, poi un 1000 in progressione in 3’53”, recupero 7′, ed infine un 600 ancora in 2’09”.

I tempi sono lontani dai ritmi ottimali, ma iniziano a prendere una forma più consona.

Annovero però ancora una gran fatica a livello organico, dove risedono alcune delle mie storiche lacune.

 

Alla prossima