Pippe mentali

Venticinque.jpg

Ieri sera mentre facevo il mio potenziamento casalingo, 4×50 addominali, 2×20 piegamenti sulle braccia, 2×10 tricipiti, 3×20 bicipiti femorali, 3×40 polpacci, esercizi vari per le anche …pensavo e ripensavo…

Poi stamattina ho spedito un sms a CIRO, il mio mitico ex allenatore ed amico di vecchia data. Colui che in un anno mi ha portato a correre (12 anni fa) in 51″8 il 400.

E gli ho scritto: la settimana prossima ho un test, 4×200 con recupero di 6′. Secondo te, se valessi già 52″ sul GIRO, che media dovrei essere capace di tenere?

E lui mi risponde: venticinque!

‘sticazzi!!! Non ce la farò mai.

 

(…però ci provo, eccome se ci provo!)

 

Alla prossima

Inferno XXXIV, 139

stelle.jpg

Post dedicato a chi finalmente esce da un periodo di infortunio, in particolare al mio amico Max e un pochino anche a me. Speriamo che si possa uscire, finalmente dopo questo week end, a riveder le stelle.

Ricordando, come scrive un ottimo scrittore contemporaneo in un suo celebre romanzo, che noi non diventiamo quel che ci accade, ma quel che decidiamo di fare con quel che ci accade.

 

Alla prossima

Chiacchere da bar o promesse da marinaio?

Vediamo di fare il punto della situazione con 4 chiacchiere, visto che di corsa in buona sostanza ne vedrò pochina questo mese.

Il 2010 è la terza stagione in cui proverò ad avvicinare il mio PB sui 400mt: 51″8 OTTENUTO circa 12 ANNI FA! Avevo 24 anni, nel 2010 ne avrò 36.

Nella stagione 2008, quando ho ripreso a calpestare il tartan dopo tanti anni di lontananza dall’atletica, un test mi diceva 58″6 e, alla fine della stagione, dopo aver seguito le tabelle telefoniche di Ciro, scendevo appena sotto i 55″. La stagione fu caratterizzata da un infortunio al gluteo sinistro e noie al tendine della gamba destra.

Più o meno lo stesso è accaduto nel 2009, quando per metà stagione ho impostato le mie sedute con metodologia fai da te l’altra metà ho fatto dei pasticci ascoltando un po’ me, un po’ Ciro, un po’ Raffaele. Ho migliorato un po’ tutti i personali dell’anno precedente sulle distanze inferiori ai 400mt, ma non accenno a migliorare il personale più importante, quello sul GIRO. La famigerata paura della gara è un po’ superata (grosso passo in avanti, questo!), per cui adesso, appena sarà passato l’infortunio modesto al gluteo sinistro e al bicipite femorale sinistro (sì, anche quest’anno lo stesso infortunio!), in buona sostanza, SCUSE NON NE HO PIU’.

E allora dichiaro a me stesso che da quest’autunno, quando inizierò la nuova stagione, avrò un unico obiettivo: tentare di eguagliare il mio PB di 51″8 sui 400mt.

Lo farò dando credito al 100% a Raffaele, allenandomi 4-5 volte  a settimana, non tralasciando alcun particolare (alimentazione compresa). E vorrei che fosse l’ultimo appello. Non dovessi riuscirci neanche quest’anno, credo che dovrò accettare quel che Ciro sostiene da tempo: non hai più l’età!, o quel che sostiene Mimmo: non c’hai più la capa, la spensieratezza necessaria!

Io la capa invece credo di averla, non proprio spensierata, ma tosta sì.

Per inseguire un sogno, per  non sentirmi vecchio, per sentirmi vivo, perchè amo le sfide, soprattutto con me stesso.

Chi vivrà vedrà…

 

Alla prossima

PB sui 150mt

1431351289.jpeg

(il formidabile autore della copertina è sempre lui, Lo Zio:  http://mondozio.blogspot.com/)

Sulla scia di un fine settimana convulso in cui sfuma definitivamente la possibilità di veder realizzato il secondo sogno – che era in realtà ben più grande dell’altro sogno, cioè la moto – mi rincuoro con una due giorni tutta in famiglia, in cui i miei zii ed un cugino mi sono venuti a trovare a sorpresa, da Foggia. Toccata e fuga, giusto il tempo per partecipare ad una 7ore all’outlet di Serravalle, in cui la principessa e  la principessina sono campionesse mondiali di categoria e vedere dal vivo il mio primo Gran Premio di F1 per capire che, se dovessi comprarlo il biglietto, mai e poi mai tornerei sul rettilineo di partenza: roba da spaccarsi i timpani.

Così, oggi al Giuriati, col primo fresco di fine estate ho voglia di fare una prova un po’ tirata. Dopo un breve riscaldamento eseguo andature tecniche e poi parto per un 2x150mt. Il primo in progressione per saggiare la gamba. Segno un discreto 19″9 fatto con scioltezza e sento che la gamba è buona e le anche e i piedi mi restituiscono l’elasticità necessaria per provare a fare qualcosa di più veloce e brillante.  Bene.

Infilo le chiodate e trainato da un paio di lepri più o meno occasionali, parto a razzo, concludo un po’ in flessione, ma siglo il sorprendente tempo di 18″17. E’ il mio PB stagionale sulla distanza, mezzo secondo meglio del precedente, se non vado errato (stasera controllerò sull’agendina del bravo atleta). I primi di ottobre forse c’è una garetta in cui quasi quasi provo a divertirmi sui 200mt. Vedremo, vedremo.

Intanto, notizia eclatante: la principessa ha comperato un paio di scarpette adidas da running e mi ha detto: “ho deciso che qualche volta vado a correre”. Notare…ha detto “vado”, non ha detto “vengo” o “andiamo”! Dovrei quasi quasi offendermi, ma mi limito a pensare che se dovesse davvero accadere, sarebbe una prima insperata conquista. Ma ci credo poco.

P.s.: caro amico Punti, se dovesse davvero succedere alla principessa… forse un giorno potrebbe succedere anche alla Puntina. Preparati al colpo.

Alla prossima

Furia

144105174.jpg

Nuda, Capitolo terzo, come promesso.

 

Un sogno sta per prendere forma.

L’attesa è durata 10 lunghi anni. Ma ora è mia. Naked  ovvero nuda, appunto. Lo stile naked è uno stile che ho subito sentito mio, “cucito addosso” (mi si perdoni l’ossimoro). Non è lo spirito delle moto supersportive da pista, quelle che guidi con tuta in pelle e  “saponette” alle ginocchia. Ma è la moto che guidi con giubbino corto in vita, un paio di jeans. E senti che il mondo è tuo e hai bisogno di poco altro. E’ per me la coronazione di un sogno, il possesso di una moto. Una vera moto. La mia Yamaha fz6 s2.

 

Velocità max 228km/h, da 0 a 100km/h in 4 secondi. Ma soprattuto…in tema di 400mt, un giro dela morte da fermo in 12”8. Una vera “furia”.

Furia, appunto. L’ho scelta nera proprio come Furia il noto cavallo di uno dei telefilm con cui sono cresciuto tra gli anni 70 e gli 80. La ritirerò questo pomeriggio alle ore 16 e, come avevo sognato da bambino, mi sembrerà di esser libero, cavalcando non un cavallo nero, ma una Yamaha nera, naked come un cavallo, ma spinta da 98 cavalli. Di pura potenza.

Non vedo l’ora.

Un sogno sta per prendere forma.

 

Alla prossima

Ambizione

Cogliendo una mia ambizione, il grandissimo Zio (al secolo Marco Terraneo, http://mondozio.blogspot.com/) racconta con la sua proverbiale ironia ed estro creativo un mio sogno è il caso di dirlo…inseguito da tempo, ma ahimè non ancora avveratosi. Magari se verranno tanti pandini, un’americana prima o poi la vinco davvero…

1216501724.jpg

Cliccare qui per ingrandire: http://4.bp.blogspot.com/_pJeJjiaqSps/SL25BdurAHI/AAAAAAAABBk/m5_7f0w1mG4/s1600-h/american_panda-RESIZED.jpg  

 

Intanto raccolgo i cocci di una quasi “24 ore di treno” che mi ha lasciato un senso di nausea come se avessi corso 10 volte i 400 a tempo di record e con recupero di un nanosecondo…

Alla prossima

 

In attesa di…

1402607976.jpg

 

…poter verificare nelle prossime settimane un paio di situazioni favorevoli (corrispondenti allo scenario in cui mi sentirei quasi definitivamente realizzato) dormo poco, e male, e quando posso scappo in pista in pausa pranzo, come al solito.

Delle due situazioni favorevoli spero di poterne parlare a breve, mentre del modo in cui cazzeggio e mi diverto al Giuriati posso subito dire.

Oggi a tratti in compagnia di un paio di simpatici cinquantenni (a vederli in viso, e a vederli correre soprattutto, non gli si darebbe più di 40 anni, fortunati loro: il primo è un insegnante di educazione fisica e il secondo è un ex giocatore di rugby) cazzeggio con andature ed esercizi di tecnica, mi compiacio del corretto funzionamento della schiena, e mi rilasso facendo un “distratto 400″ in un appena diginitoso 1’10”. Recupero 5′ e vado avanti con un 200 in 31″ e poi un 100 in 15″50. Spinti poco, ma molto tecnici, cercando di fare attenzione ad ogni appoggio. Mi accorgo in realtà che ogni appoggio è differente dal precedente e dal successivo…mmm…ci sarà da lavorare. Poi Daniele (l’ex-rugbysta ancora molto tonico e veloce per l’età che ha) mi chiede se voglio unirmi a lui in una serie di 80mt in progressione. Sono abbastanza stanco e un po’ in ritardo, ma cedo volentieri alla tentazione di chiudere l’allenamento in compagnia (che è cosa rara). Ne vengono fuori tempi decenti considerando l’approccio tecnico e non aggressivo: 12″29-12″02-10″98.

Bene. In attesa di …xxxxx, in attesa di …yyyyy, e in attesa di partire stanotte per Roma, e farmi cullare dal rumore delle rotaie (sperando che il vagone letto super class questa volta accolga tutto il mio corpo … inclusi i piedi) torno ad immergermi nel mio lavoro, sognando e desiderando che le cose nell’immediato futuro vadano per il verso giusto.

 Alla prossima (uff….che fatica custodire i segreti)

Tilt

Tanti mesi a sognare, allenarti, immaginare, sperare, stringere i denti, inciampare cadere e ripartire. Ma sempre correre, guardando avanti a quel giorno in cui schizzerai via dai quei blocchi, alla rincorsa di un’immagine, un traguardo: il tuo traguardo.

E invece ci metti un attimo a capire che tutto può andare in fumo e il tuo porgetto finisce nel cesso, perchè il tuo corpo si ribella. E decide di farlo in un modo subdolo e con ironico tempismo. La mattina di Bressanone. La mattina della tua gara.

Provo a preparare la borsa, fingo di poter ignorare il torcicollo con cui mi sono svegliato. Saluto le mie principesse e metto in moto l’auto. Faccio pochi chilometri, mi fermo faccio il pieno, riparto, ma non c’è storia. Inutile prendersi per il culo. Non riesco a girare la testa soprattutto a sinistra. Il collo è rigido. il destino ha deciso, si è divertito e ha scritto tilt il sul mio flipper.

Non ci sono parole per descrivere le sensazioni. Torno a casa. E’ la decisione più saggia, forse l’unica realmente da poter prendere in considerazione. Non so se avrò a disposizione un altro gettone, per un’altra partita.

Oggi la tristezza prende il sopravvento. Non mi sento in grado di fare previsioni. 

Vigilia

7daf8d9c8f604050ca8bef9727c6fdb9.jpg

Sono pronto… no io sono pronto, sono quasi pronto…. non sono proprio prontissimo, ecco … se voi mi date un mese e mezzo…

Dal film “Aprile”, di e con Nanni Moretti

(rivolto alla moglie e al figlio che sta per nascere)

Fermare il tempo

Sensazioni, nulla di più.

Oggi in pausa pranzo eseguo 3 serie da 4 ripetute sui 40 mt., da un paio di giorni ho un piccolo fastidio ai tendini della gamba destra, per cui ci vado con prudenza, ma le sensazioni sono buone, non mi lamento. Poi metto via le New Balance e calzo le chiodate – non più le Adidas ma le Diadora – e dopo 10 minuti di recupero, mi porto alla partenza dei 300 metri. Parto un po’ meno cauto rispetto alla medesima seduta eseguita martedi e sabato scorsi (quando ho fermato il crono rispettivamente in 42″5 e 42″9) accelero in curva e chiudo con – mi dico – 41″ e rotti. Macchè: 43″ 13. Anzichè migliorare, dunque, peggioro. Non ci sto. Mi piace la sfida con “me stesso della settimana scorsa”, e siccome mi sento bene, non ci sto a peggiorare anche nei 200. 9 minuti di recupero e ancora via. Parto composto, eseguo la curva con determinazione e, come al mio solito, poco prima che inizi il rettilineo “strappo”, cambiando passo e scaricando a terra le energie residue. Arrivo un po’ scomposto e con sensazioni non particolarmente buone. Mi appresto a leggere il crono, pronto ad una nuova delusione ma, …ennesima sorpresa: avevo fatto 26″94 la settimana scorsa, e oggi … 26″41. Sui 200, mi sono migliorato!

Mmah! Sensazioni, nulla di più.

Ma tra un po’ le sensazioni varranno zero. E il crono sarà tutto.  Mi darò pace solo quando al traguardo di una ripetuta sui 300 vedrò comparire il 3 come prima cifra. Allora, e solo allora, saprò di essere tornato su livelli decenti. Saprò di poterci provare davvero. 

Lasciati gli infortuni alle spalle, è’ inziata finalmente la mia personale sfida contro il tempo.

Non so se chi legge può comprendere…ma …realizzare il mio sogno a giugno sarebbe un po’ come esser riuscito a fermare il tempo. E “rimanere giovane”. Non solo dentro.

E’ la mia sfida. E’ il mio sogno.

…un sogno, appunto. Ma comunque vada, sarà stato bello averci provato.

Alla prossima