Lo Spogliatoio Sport

Altro che il Bar di Benni e Bisio.

Daniele, oh, ma lo sai che gira voce che si aggiri una biondazza qui al Giuriati. Roba spettacolare, dicono, io l’ho solo intravista, ma si capiva che era una cosa sensazionale! gliela descrivo per come l’ho vista e per come mi è stata descritta…e lui… ah, sì … è la mia ragazza. Gli dico …ma no! ha 20 anni, pare  e lui no no ne ha 38, ma ne dimostra 20…

Ora… che scherzasse, bluffasse o dicesse la verità, converrete con me che è irrilevante. Quel che conta è che oggi lui non era più a torso nudo. E’ arrivato l’autunno.

Ma intanto mentre io corro un po’ di 60mt con recupero 30″, da farsi in 9″ e rotti, lui, a 52 anni, mi sta sempre di fianco o appena un pelino dietro. Vuol femarsi a 10 ripetute ma poi arriva a 15, che era il mio traguardo. Ma io sto bene e arrivo a farne 20 oggi, gli ultimi 60 quasi tutti sotto i 9″netti:

9″07 – 9″05 – 9″08 – 9″10 – 9″12 – 9″10 – 9″01 – 9″00 – 9″29 – 9″15 – 9″08 – 8″93 – 8″97 – 8″79 – 8″77 – 9″08 – 8″85 – 9″34 – 8″70 – 8″81″

In questo periodo sto benino, non si dorme un cazzo, ma sto sto benino, non posso lamentarmi affatto. Anzi, sono proprio soddisfatto!

 

Alla prossima

E’ tempo

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Tempo, comunque vadano le cose lui passa e se ne frega se qualcuno è in ritardo puoi chiamarlo bastardo ma intanto è già andato

Lorenzo Cherubini, 1992

 

Il mio GIRO è arrivato all’ultimo atto. Non ci sono scuse nè alibi.

Ore 19, alla pista di Villasanta, pronti-via, per concludere 56 secondi e 32 centesimi dopo, un’avventura durata 3 anni. Allo start sono in compagnia di Sergio che è un metronomo, e mio fratello mi aspetta ai 300. Gli intermedi studiati a tavolino per provare 54″5 vengono rispettati in modo esemplare, 13″7 ai 100, 26″7 ai 200, 40″2 ai 300, poi arriva il rettilineo finale. Sono lucido, impongo alle gambe di reagire, ma mentre Sergio e mio fratello mi vanno via,  le mie gambe sono improvvisamente prive di forza. E il tempo finale è 56″32. Un tempo semplicemente onesto. Nessuna recriminazione. Occorrevano 2″ in meno per continuare il film. Un’eternità. E così il mio film finisce qua. E’ stato un film bellissimo, e al Tempo devo tutto il mio rispetto. E lo stesso rispetto il Tempo lo deve a me. Son passati circa 13 anni dal mio 51″8 sul GIRO, e io in questi ultimi 3 anni ho fatto un paio di cose importanti, fondamentali. Ho assistito al fatto che il Tempo non passa invano. Il Tempo mi ha insegnato che il corpo cambia, e questo bisogna accettarlo serenamente. E questo l’ho imparato. Ma io ho insegnato al Tempo che la paura è una cosa, ma la paura della paura è una cosa diversa. E’ normale la prima, ma va affrontata  combattuta e sconfitta la seconda. Io avevo smesso di correre perchè avevo paura della paura. Oggi posso dire di averla sconfitta. Sì, l’ho fatto. Ancora oggi fino allo start, avevo paura del mio GIRO, della sofferenza fisica che mi aspettava, del disagio che ti provoca il lattato, della delusione che può darti il cornometro, implacabile. Ma il mio GIRO l’ho fatto. Ed è stato il GIRO del mio ultimo atto. D’ora in poi solo enjoy myself!

Si chiude il sipario. Si chiude qui un’esperienza fantastica.

 


Atletismi

Giovedì mattina un colpo di tosse mi procura una fitta alla schiena. Son le ernie maledette che spuntano tutti gli anni ormai, tra primavera ed estate, quasi sempre.

Rischio di rimanere bloccato, e lo sono quasi per un po’ di giorni, e  allora venerdì, sabato e domenica mattina con fascia lombare e dolor di schiena, in riposo forzato. Poi domenica sera si allenta il dolore, la spina dorsale riprende elasticità quasi nella norma e non resisto ad un invito irresistibile: una partita di calcio a 7 con i regazzini  dell’atletica. E che faccio non ci vado? Certo che ci vado! Unico neo, il campo è di fianco alla vilaa del Berlusca…vabbè, pazienza.

Cerco di giocare senza eccedere con gli sforzi, tutta regia dalle retrovie, e un solo tiro … di poco a lato.

Stamattina nonostante la prudenza in campo, com’era prevedibile, ho dolorini dappertutto e schiena ancora rigidina.

Ma stasera si va in pista a pascolare, come dice il Califfo. O quasi.

 

Alla prossima

Stay hungry, stay foolish

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Poco importa se venerdì nel tentativo di fare 2×300 a ritmo gara (sotto i 40″) le gambe erano pesanti e i tempi usciti furoi sono 40″6 e 41″3, nonostante i 20′ di recupero e le chiodate.

E poco importa se domenica mattina nel tentativo di fare 8×100 con 30″ di recupero in jogging, doveva venir fuori una media di 13″ e rotti, ed è venuta fuori una media di 14″5.

Quel che importa davvero è che passano gli anni, ma quel Tapablufff di un Max, sì è quello scemo nella foto di fianco a me, non è cambiato per niente. Anzi, forse è un po’ peggiorato.

Sabato pomeriggio con lui in giro a fare un pedalata tranquilla (queste erano le intenzioni), nell’ordine mi fa scalare sentieri impossibili, mi porta su due ponticelli del piffero che lui chiama i ponti di Caltrava sul Lambro (ma si può?!), mi porta sotto la villa dello psiconano a Macherio, mi fa cadere nell’incrociare una signora in bici nel parco di Monza, e mi riduce le ginocchia in questo modo

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per fare quella foto assurda stesi sul ponte, ma almeno il ponte era aperto solo a pedoni e bici ed è su un gran bel percorso, la ciclabile immersa nel verde che collega Monza ad Erba.

Grande Max!

 

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Alla prossima

Multimezzi

Ore 6,30, giacca e cravatta vado con la bici fino in stazione. Treno fino a Milano, altro treno fino a Torino e metropolitana ultramoderna.

Riunione, pranzo volante al Lingotto e via di ritorno, stessi mezzi, ma in ordine inverso.

Arrivo a casa che non è tardi, per cui decido di cambiare bici, cambiarmi d’abito e prendere la mia bella Specialized MTB per farci un giro defaticante.

Guarda caso, pedalando pedalando la bici mi porta in pista a Villasanta…che faccio? Ma sì, un paio di giri di riscaldamento e via col 1500 in interval training (200 briosi in 40″ alternati a 100 lenti in 30″, circa) che chiudo in 5’57”. Recupero 6′ e riparto per una roba che mi sono sognato stanotte: 2x4x100, recupero 30″/2′. Li corro in 15″ alto ma si può (si deve) fare molto meglio.  Ne ricavo una gran sudata e me ne ritorno a casa in bici, soddisfatto.

Doveva essere giornata di riposo oggi, ma quelle ripetute sui 100 con recupero minimo c’avevo troppa voglia di farle. Ho la netta sensazione poi che siano parecchio funzionali a colmare una delle mie carenze sul GIRO: non so come si definsca tecnicamente, ma intendo la capacità di attingere dalla riserva per ridare energie di fiato e gambe nella seconda parte del GIRO.

Intanto mi hanno iscritto ai campionati societari, specialità 200 e 400 che si terranno a Busto Arsizio il prossimo week-end, se non riesci a venire non è un problema, intanto noi ti iscriviamo, poi decidi con calma. Bah, sinceramente credo che non andrò.

Ma solo per il garbo con cui la società me lo ha chiesto (non mi hanno mai imposto nulla!), confesso che sono un pochino tentato di onorare l’impegno. Vedremo quel che mi dice la testa nei prossimi giorni.

 

Alla prossima

 

La prova del nove

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A volte tornano.

E’ il caso di Zeman, che è tornato a Foggia, per fare quello che ha sempre fatto bene, lo spettacolo. La foto della palla al centro (… altro che 4-4-2…sembra il modulo 0-2-8)  indica quale sia il suo spirito, alla Prefontaine direi, sempre all’attacco, sempre per vincere, con chiunque.

Io, invece, fermo per precauzione e per dolore, sono tentato di tornare in pista nei prossimi giorni per vedere se la gamba mi permette di gareggiare nel week-end. Orami è un tormentone, ma mollare non mi piace, che ci devo fare.

 

Alla prossima

In GIRO per Roma

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La condizione del momento è buona, forse la migliore dall’inizio della stagione.

La serata è quella giusta, garetta, ma FIDAL, all’Arena di Milano. L’obiettivo è quello di abbassare quel personale di stagione di 57″ e rotti che  al momento mi vedrebbe rifilato in una serie lenta allo Stadio Olimpico di Roma, venerdì priossimo, per i Campionati Italiani Master.  Saranno i mei primi Campionati Italiani.

Ore 20,30, i dolorini alle gambe di ieri sera, durante il riscaldamento sembrano essere scomparsi. Permane però una fastidiosa sensazione di gambe deboli.

Sono in sesta corsia. La pista  dell’Arena è molto bella. La sesta corsia mi piace, perchè riesco a correre pensando alla mia corsa, senza distrarmi sugli altri da guardare e raggiungere. Chè tanto se qualcuno dalle corsie interne ti viene a prendere, te lo vedi spuntare comunque nel momento in cui succede, senza fasciarti la testa prima.

Mi sistemo sui blocchi.

Al bang parto deciso. Le gambe girano bene.

Mi distendo e ho la sensazione di controllare la velocità, che ad occhio è sull’85% dello sforzo, dunque bene così (credo).

Passo ai 200 (saprò poi esser stato un passaggio tropp veloce, in 25″4). Sento in quinta corsia un atleta che mi avvicina minacciosamente, e mentre percorriamo la curva ai 250metri, quando in genere si avverte il calo di energie, io decido di accelerare. Perchè ho il dubbio di esser passato lento, tipo in 26″5-27″.

Sembra che la mia reazione funzioni e l’atleta non mi supera, pur essendomi arrivato all’interno più lanciato di me, rimaniamo appaiati.

Al rettilineo finale ci affacciamo ancora affiancati. Ok, amico mio. Ora ce la giochiamo io e te, penso.

Ma all’improvviso accade quel che non mi aspettavo accadesse. Spia rossa.

Vado d’inerzia, di pura e sola inerzia, fino ai 50 metri dall’arrivo. Ma l’atleta che mi affiancava mi sopravanza di un metro circa. Provo a reagire ma mi scompongo in movimenti inefficaci che non riesco più a controllare. Sono in riserva totale.

Anzi no. Sono proprio a secco.

Non mi riesce neanche di usare le braccia per sostenermi negli ultimi metri. Chiudo gli occhi, ho uno sbandamento,  e finalmente arriva il traguardo. Già, credo sia arrivato lui da me, perchè non credo di aver avuto le energie per raggiungerlo io, il traguardo. Credo di aver perso almeno un secondo, un secondo e mezzo negli ultimi 50metri. Chiudo in un dignitoso (si fa per dire) 55″84. Questo è il mio valore attuale. Senza scuse, senza alibi.

Ma sono soddisfatto.

Poco prima del mio GIRO avevo assistito alle gare di Matteo, Andrea e di mio fratello sui 200, poi di Lucky sugli 800 e dello Zio e Nicola sui 3000. Una serata di sport e di amicizia in cui, finalmente, niente paura, e solo tanto divertimento. Poi pizza finale con gli amici e a casa, felice. Nel mio lettone trovo  con mia sorpresa l’invasione della principessina e della principessa, che dormono beatamente, occupando ogni spazio  del letto. Devo farmi largo tra le corsie del materasso, sgomitando un po’, per trovare la mia posizione.

E’ l’una di notte. Una bella notte.

Roma, potevo presentarmi a te meglio, ma sono pronto alla sfida. In ogni caso, arrivo.

Video della gara

 

Alla prossima

 

 

A volte tornano

La settimana, tra impegni di lavoro e di famiglia, è stata un po’ sacrificata per quanto riguarda l’allenamento.

Ieri sera devastato da una due giorni fatta di poco sonno, sveglie all’alba e una devastante abbinata di tanto cammino e tanti km in auto, vado in pista che a stento mi reggo in piedi. Ci metto un po’ a carburare, ma poi le gambe e il cervello pian piano si svegliano. Ma non del tutto.

Velocità tecnica e progressiva, con 3x80mt in circa 11″ di media, e poi 2x100mt sotto i 13″50. Chiude la seduta un 400, dove con passaggi regolarissimi di 15″ ai 100 e 30″ ai 200, concludo la distanza in 1 minuto netto. Senza strafare, ché non era il caso e non c’erano neanche energie sufficienti per provarci. Si torna dunque a stare sopra il minuto, come qualche settimana fa.

E come circa 4 anni fa, stamattina son tornato a fare una partita di calcio a 5, coi regazzini che, in assenza del gatto, ballano con la palla. Ed io con loro, che ogni tanto ci si deve pure divertire ad inseguire qualcosa, mica sempre e solo correre.

Buona Pasqua a tutti.

 

Alla prossima

La zanzara Tiger

 

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Sabato doveva essere la gara dell’anniversario di matrimonio di due amici (seppur conosciuti da pochissimo ma – almeno lui – noto personaggio nell’ambito del podismo nazionale): Luca Speciani e Antonella Carini. Ricevo l’invito per il secondo anno e questa volta lo accetto volentieri.

Luca e Antonella sono soliti festeggiare con un ritrovo in casa loro, nel loro bel giardino di Oreno di Vimercate, con un banchetto tra amici e amici di amici, che si conclude con una gara aperta a tutti, bimbi, donne, tapascioni e uomini consumati dall’agonismo delle corse, per un totale di oltre 40 partecipanti: è l’Americana dell’Anniversario. L’Americana, per chi non fosse pratico, è una gara ad eliminazione, nella fattispecie svolta su un pratone incolto, tra paletti e nastri che delimitano il giro di 150 mt. circa. Ogni giro è una volata di gruppo, e l’ultimo che taglia il traguardo viene eliminato. Un minuto di recupero e si riparte. E così avanti fino ad arrivare disputare la volatona finale, riservata a due soli runner. Spettacolare scenario immersi nel verde ma… disturbati dalla terribile zanzara tigre che aspetta il tramonto per divorare, incredula, così tanta carne esposta indifesa al macello delle sue fauci. La zanzara tigre, anzi “Tiger” approffitta del clima americano per avventarsi nel minuto di pausa tra un giro e l’altro. E a nulla serve l’Autan prestato dal gentilissimo Roberto “nonnorock” Mandellik. Il minuto di recupero diventa così un minuto di affaticamentro degli arti superiori, impegnati nella impari lotta contro gli attacchi delle centinaia di Tiger.

Per la cronaca, in questa Americana di fine estate, dopo un mese di quasi totale riposo, giungo ottavo (o forse nono?), dopo 32 lunghissimi giri fatti i primi in 40″ gli ultimi in 25-26″, rischiando sempre ad ogni curva secca una storta alle caviglie, ma in un clima di grande sportività. Vincerà Pistis (Road Runners Club), davanti a Speciani, e al quarto posto un bravissimo ragazzone del Marcocco, alto quasi due metri, anno ’67, gentilezza e garbo da vendere. Bravi e un sincero grazie a Luca e Antonella (ancora Auguri!), che hanno  saputo diffondere con grande cordialità la vera essenza dello sport. L’anno prossimo verrò con la muta da sub, ma verrò.

Alla prossima. 

Mi fa male qui…

Siccome a soli 34 anni, la mattina dopo una giornata di allenamento, quando mi sveglio e muovo i primi passi mi sento come Pinocchio, ed ogni volta i dolori sono nuovi, al punto che sto scoprendo di avere muscoli o tendini laddove pensavo di non averne, ho cercato e trovato un interssante link di cui vi scrivo.

http://web.tiscali.it/it.sport.palestra/es&esecuz/legendaes.html

E’ un link interessante in cui le immagini (cliccando sulla visione back, lateral, front potete vederne i dettagli ingranditi) non solo mi aiutano a dare il nome ai muscoli che mi fanno male – così posso lamentarmi e lagnarmi con maggior cognizione di causa, facendo il figo con frasi tipo ” mi fa male il soleo, piuttosto che il gastrocnemio”  – ma studiando i collegamenti tra un distretto muscolare ed un altro, è possibile addirittura provare ad individuare la causa del dolore. Ad esempio, non sapevo che se hai le scarpe a pianta stretta (soprattutto le chiodate) e le dita dei piedi lavorano male mentre spingi durante le ripetute in pista (dove ci sono curve spesso afforntate in buona velocità), il dolore che ti ritrovi il giorno dopo al polpaccio è in realtà probabilmemente un dolore al muscolo che si chiama “estensore lungo delle dita“, che parte, appunto, dalle dita del piede, ma è situato addirittura a metà strada tra il tallone ed il ginocchio.

Insomma, non aiuterà a far passare il dolore più in fretta, ma…comprenderne l’origine, magari conforta un po’.

E poi ho scelto di parlare di questo, per non scendere troppo nei dettagli del mio deludente allenamento di oggi. Era prevista la prima seduta veramemente seria nell’ambito del periodo di preparazione specifica… ed è venuto fuori niente di meglio che questo:

2×500 in 1’24” e 1’25” (doveva essere 1’23”!!!) e poi 2×300 in 44″ e 45″ (doveva essere 43″!!!)

La cosa che mi preoccupa maggiormemnte è che ho fatto pure una gran fatica! Insomma oggi il dolore non è tanto nelle gambe, ma nella testa e nel cuore, dove alloggiano l’entusiasmo e la speranza …boh…vedremo che cosa verrà fuori dalle prossime sedute…

P.s.: i miei complimenti all’amico Max per il suo PB alla maratona di Treviso! 

Alla prossima