Sotto i quattro

Una piccola parentesi per il momento, ma erano alcuni giorni che il mio fisico me lo chiedeva sottovoce, con discrezione visto l’ingombrante presenza della bici.

Complice la pioggia di stamattina (quindi niente bici) e soprattutto la vista dello stomaco ancora e sempre leggermente prominente (la bici nulla può contro la corsa, su questo punto, è una cosa insopportabile ma è così) nonostante i 73 kg cioè peso minimo da inizio 2013…insomma, infilo in un attimo scarpe da corsa, pantaloncini e maglietta e sono in strada.

Ci impiego i soliti 7-8′ per arrivare allo Stadio dove – dopo un po’ di piegamenti e presa di coscienza che il dolore alle gambe è sopportabile – parto per uno o forse due kilometri, vediamo un po’.

Cerco le sensazioni della bici, quel ritmo zen che mi permette di godermi il passo e il paesaggio, quel ritmo che puoi tenere senza affanno e senza lode per tutta la distanza che intendi coprire, senza arrivare stravolto.

Chiudo il primo kilometro in 3’59”, non male, sono contento, e allora… ma sì non fermiamoci e andiamo avanti per vedere se ha ragione UZì, se la bici cioè mi ha donato in questi mesi un po’ di capacità aerobica in più da sfruttare anche nella corsa, nonostante da mesi non corra.

Il secondo kilometro è speculare, anche se con un po’ di fatica, lo chiudo in 3’59”. Dunque duemila metri sotto gli otto. Sono contento, e credo abbia ragione Uzì. Certo allungare la distanza oltre i duemila metri ora sarebbe un calvario. Quindi si torna a casa, più camminando che correndo, con dolorini dappertutto, per un totale di mezzora tonda tonda.

La corsa è un altro sport. D’altronde se non fosse così si chiamerebbe ciclismo pure lei.

 

Alla prossima

Velò

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Devo questa gradevole scoperta all’imbeccata del Levriero, il quale in tempi poco sospetti mi dice fammi un favore, almeno una volta vacci. Io manco lo sapevo ce ne fosse uno attivo a Milano.

Il velodromo che costa un euro ed è dentro al Parco Nord, certo non sarà il Vigorelli di Coppiana memoria, ma mi permette di sperimentarmi in un test di 10km, in cui i primi giri sono in realtà una scommessa sull’equilibrio in curva, non agevole per nulla. Poi prendo la mano, ma ormai il test è compromesso, per cui tentare di avvicinare i 40 all’ora sarà una questione solo del futuro, speriamo prossimo, che sennò poi cala la forma.

Ne vien fuori, per farla breve, con 16.16″, una media di 36,9. Ma a dispetto della media non alta, metto in saccoccia un altissimo gradimento per la nuova esperienza. Sarà il fascino della pista, con qualsiasi mezzo la si percorra?

La prossima volta proverò a girare col passo da 45″, quattro in meno rispetto al mio giro veloce sui 500 metri del percorso, roba tutt’altro che semplice.

 

Alla prossima

 

Prendo forma

Per essere una giornata no, a sensazione, tutto sommato non è andata male.

Sono un po’ svogliato e stanco e non riesco ad immaginarmi in bici per troppi km, sicchè scelgo la Canonica Tregasio, in mezzo a poco più 30km complessivi, cioè un’oretta abbondante sulla sella.

Rispetto a 10 giorni fa chiudo la cronoscalata con un minuto netto in meno. Ma con 8’37” sono ancora lontano dal PB 2012. Questo test mi fa da termometro e devo dire che per essere ai primi di aprile, con soli 260km nelle gambe da inizio stagione (cioè 3 settimane), e un po’ zavorrato dall’abbigliamento invernale, sono abbastanza contento.

 

Alla prossima

Test espiatorio

A 12 ore da quella specie di test di ieri, stamattina mi sveglio poco prima delle 7 e mentre faccio colazione organizzo via sms la mattinata col fratellone.

Alle 8,45 sono sotto casa sua e alle 9 siamo in pista a Villasanta, mentre inizia a piovere. Facciamo un riscaldamento di 20′, poi 2 accelerazioni sui 30metri, in 4″25 e 4″27. La pioggia aumenta, mettiamo i chiodi, un’ultima accelerazione in 4″05 e, in fretta, dopo solo 4′ di recupero andiamo alla partenza dei 150metri, chè la pioggia sta diventando copiosa.

Pronti via, lui parte lento e chiude in 20″15, io con una partenza brillante gli mangio subito metri, ma vado in una specie di stallo a metà rettilieneo, mantengo però una spinta composta e chiudo in 18″08, a pochi centesimi dal personale. C’è un ampio margine di miglioramento, ritengo. Certamente non oggi però.

 

Alla prossima

Inchiodato coi regazzini

Stamattina la testa c’ha voglia, il corpo un po’ meno.

I regazzini oggi sono in pista e non al parco, per una serie di test. Mi aggrego parzialmente a loro ed eseguo un test sui 50 appoggi in skip veloce, in 10″11, poi un paio di 40mt in accelerazione, in 5″4 entrambi.

Arriva il momento di mettere i chiodi, ed erano mesi che non lo facevo.

Eseguo:

– 2×60, in frequenza il primo e in ampiezza il secondo, in 7″6 e 7″4 … non male.

– un 100 in frequenza in 12″5 … e ora arriva la parte più interessante.

Dopo un quarto d’ora circa corro un 300 al 90% dell’impegno , chiudendo in 40″2, come preventivato, per tenere il passo degli ultimi metri di Sergione che sta facendo un 500 che chiuderà in 1’08”.

Poi concludo, dopo circa 13′ di recupero, con un 150 per accompagnare Sergione nella seconda parte del suo 300. Lui chiude in 38″, io in 18″7.

Quattro considerazioni, per me sorprendenti:

a) ciò che mi ha fiaccato un po’ le gambe e il fiato è stato il test sugli skip, non pensavo accadesse, ma questo credo dimostri la mia carenza di forza;

b) i 60 metri non erano spinti ed il tempo venuto fuori è per me ottimo, chissà cosa potrei fare se spingessi (…odor di Menabrea?), e questo vuol dire che la velocità di base è ancora decisamente intatta;

c) il 300 non spinto mi è parso di correrlo più facile del previsto, direi che un mezzo secondo almeno lo limo ad occhi chiusi;

d) il 150 finale, corso con discreta brillantezza e un crono più che dignitoso, mi ha lasciato un po’ fiacco, in generale, ma i glutei stanno benissimo…ma non doveva essere una seduta lattacida? Mah…forse merito degli ampi recuperi.

Intanto anche questa settimana 5 sedute! Porto a casa il risultato, e avanti così.

 

Alla prossima

Parioli, parioli, parioli

Settimana quasi interamente passata a Roma, dove tra stanchezza e lavoro, riesco a correre solo una 40ina di minuti scarsi tra le larghe strade dell’elegante quartiere dei Parioli, dove al mattino le belle donne accompagnano a scuola i loro biondi piccoli lord tutti vestiti uguale di cachemire azzurrino e moncler blu, e alla sera mentre parlano al telefonino guardando dalla parte opposta della strada che stanno percorrendo col loro SUV, all’improvviso inchiodano e quasi ti investono sulle strisce pedonali, e ma tu correvi…vuoi vedere che mo’ te dovevo pure pagà pe nnovo! Ma tu m’vedi a  sto pazzo aoh!

Il venerdì, al rientro al Giuriati provo un test che le condizioni generali avrebbero dovuto sconsigliarmi di provare – gambe stanche e sonno arretrato – ma per accontentare il grillo parlante che è in me eseguo comunque.

Un 500 in 1’19”, con passaggi regolarissimi da 16″ circa ogni 100mt, e  dopo 8′ un 300 in 45″ netti, che mi fa provare una significativa sensazione di lattato su glutei e arti inferiori che da tempo non provavo più. Risultato del test? Mmm…per esser diplomatici…diciamo così così

Si conclude quindi finalmente il primo periodo della mia tabella sperimentale, che alla fine copro per qualità e quantità per il 75% rispetto alla baseline. E in questo periodo non posso lamentarmi.

Oggi si ricomincia con nuova linfa, ed entro domani dovrei riuscire a mettere a posto una nuova tabella.

Alla prossima

Quasi tronfio

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Era tutta la settimana che quasi non pensavo ad altro. Ecco … ora va meglio.

Con 31’22” tolgo altri 2′ abbondanti al mio miglior tempo ottenuto sabato scorso sull’Alpe del Vicerè, e ora si può iniziare a pensare (per ora solo pensare) al muro dei 30′. Certo che considerando che il tempo medio impiegato dai ciclisti di Grimpeur è di 28′ e rotti, rimane pur sempre un tempo scadente, ma le sensazioni e il colpo di pedale all’uscita dei tornanti iniziano a ricordarmi alla lontana i tempi in cui, vent’anni fa (porcaputtana…20 anni!) andavo in bici un po’ più seriamente.

All’andata nessuno mi supera, nemmeno Uzì (…che nel frattempo era in giardino a far lavori autunnali 🙂 ) ma ne prendo 4 però, eh! un paio in bici da corsa e un paio in mtbk. Ché, diciamocelo, nel nostro piccolo è sempre una bella soddisfazione, da poverelli, ma pur dsempre una bella soddisfazione.

Alla prossima

Test(a) alta

Ore 18, rubo mezzora alle cose di casa.

Scappo allo stadio nonostante abbia addosso una stanchezza non corroborata da alcun alibi credibile, visto che sono in ferie da venerdì e le ultime due notti, oltre ai pomeriggi ho dormito da dio!

Però le gambe non hanno benzina, me ne accorgo subito, ed è un dato di fatto. Vabbè, pazienza.

Vediamo di fare una cosa corta e indolore. Se se…

Volevo fare il test dei 2×500, obietivo in 1’17” recuperando 8′.

Parto e nel primo 500 viene fuori 1’19”. Stanchezza appalla e 8′ per rifiatare volano troppo in fretta,  lasciandomi in eredità un affanno e un giramento di testa che non gradisco per un cazzo. Decido di fare allora un 300, che  chiudo in 44″4.

Torno a casa camminando, anzichè corricchiando come al solito, che le gambe non mi reggono quasi.

Fortuna che a casa c’ho i panini con le olive fatti da me medesimo, e poi ci sono la principessa, la principessina e il principino che mi aspettano. E poco dopo arrivano anche i miei, che mi fanno tanto famiglia.

 

Alla prossima

Pre-staffetta

L’invito del Levriero lo raccolgo subito, perchè credo che la staffetta dei 10.000 da coprire in 3 sia una delle gare più esaltanti che ci siano.

Dopo un giro di idee, stamattina via mail scopro che riusciamo a chiudere la triade con la partecipazione dell’ottimo Alessio.

Giovedì 22 settembre al Corrigiuriati daremo così battaglia cercando di migliorare il risultato di 3 anni fa.

Quindi in vista di questo appuntamento lunedì ho provato qualcosa di simile, senza strafare, con corsa facile e disinvolta all’inizio, ma che è diventata corsa con preoccupante fatica nell’ultima ripetuta.

Mi sono limitato a fare in pratica 5×400 in 1’20”, recuperando 2′. Ma quest’anno Nicola e Alessio vogliono puntare a scendere sotto i 30′. Il che vuol dire correre 9×400 al ritmo di 1’12” (recuperando 2’22”, che è il tempo necessario perchè gli altri due facciano la loro parte). Esticazzi!

 

Alla prossima

Mo ti piglio

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In uno spiraglio di non sole, nell’attimo in cui i 32°C si adombrano un po’, anche se sono appena le 15 e da meno di due ore mi sono fatto una bella Irpina dai Fratelli La Bufala – trattasi rispettivamente di una pizza e una pizzeria, non mi si fraintenda! – calzo le scarpe e mi precipito allo Stadio Brianteo. Il mal di schiena e la contusione al costato rimediata sugli scivoli in piscina ora mi diano tregua per qualche minuto appena, che c’ho una cosetta da sbrigare…anzi due, per una verifica al volo.

Corro due volte i 500, con 8′ di recupero, in 1’18” e ancora 1’18”. E via, a casa col sorriso!

Ci sono, ci sono, eccome se ci sono,  e chi ha da capire … capirà!

😉

 

Alla prossima