Ventanni

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Settimana incredibile, succede di tutto, alla fine si parte e si va in Puglia ad accompagnare la principessina, e complessivamente si chiude con il record dei km settimanali: ben 250, con moltissime salite!

In particolare i 6km circa dell’Alpe del vicerè, in 31’15”, record personale. Poi San Marco in Lamis e i suoi 13km al 5-6% circa e Ascoli Satriano coi suoi durissimi 2,6 km al 10% circa, con finale in pavè.

Poi a Vieste mi trovo per coincidenza col primo Triathlon del Gargano e riesco a  intrufolarmi e provare il circuito nervoso e tecnico di 8km che loro ripeteranno ben 5 volte. Bellissima esperienza con strada chiusa, tra ulivi e strisce di asfalto a picco sul mare.

E non finisce qui perchè in questa nuova settimana mi aspettano altre 5 giornate sul Gargano, dove darò finalmente fondo al sogno di avere la bici da corsa in vacanza. Caro Uzì, tronerò con tanti km di salite nelle gambe e, nel mio piccolo, il colpo di pedale sta tornando quello di 20 anni fa. Allenati!

 

Alla prossima

Mare e colli

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E’ da poco  terminato un week end nel Golfo dei poeti passato a purificare anima e corpo, in cui il principino riesce a fare anche il bagnetto in un gelido mare e la principessina colleziona pietre particolari, mentre io ho fatto una 40ina di minuti correndo su e giù sui colli liguri, trovando violente ascese e discese quasi peggio di alcuni muri brianzoli.

Lunedì a casa provo ancora a correre ma dopo 15′ devo soccombere per dolori alle gambe non più abituate a certi sforzi.

Oggi invece una 70ina di kilometri in bici, riuscendo ad abbassare di un minuto il colle brianza scoperto 10 giorni fa, chiudendo l’ascesa in 16’08”. Le gambe giravano che era una bellezza. Che poi Uzì ha ripreso ad allenarsi e allora bisogna menare il pedale quando si può per non perdere terreno.

 

Alla prossima

Sempre meno

Vado a memoria, ma da quando corro non mi era mai capitato di andare in vacanza a Foggia e non correre neanche una volta. Oggi lascio la Puglia con zero kilometri corsi nella mia terra natìa, e approdo in Campania dove dovrei riuscire a correre qualche metro col mio amico ottocentista Mimmo, che sembra invece essere in discreta forma e rispresa di condizione atletica.

Non è che poi proprio non abbia fatto niente eh, sia chiaro: tre partite di calcetto in 10 giorni non si può proprio dire vita sedentaria. Ma correre per correre è certamente altra cosa.

 

Alla prossima

Vieste moun amour

Insomma, una settimana passa in fretta, ma è intensissima e indimenticabile, se fai le cose che ami fare.

Mare, genitori, famiglia, figli, spiaggia, salite, quiete, piscina, mangiar bene, dormite pomeridiane, nuotate mattutine, corse preserali e strusci paesani alla sera, prima di esser accompagnati nella notte dai versi più strani delle pinete del gargano, con campi di ulivi alle spalle e mucche a pascolare e il mare davanti.

Ci stanno dentro nello specifico:

– venerdì 15 una salita al Lissolo in mtbk prima di partire per Foggia, in 12’15”, tempo da limare quanto prima (soprattutto prima che uzì mi umili!)

– sabato 16 a Vieste, si nuota in piscina, 300 metri e si dorme tanto

– domenica 17 si nuota 200 metri più one shot a cannone su vasca secca (25metri) in 17″15; la sera l’Orlanda del Gargano in tempo record di 2’16”

– lunedì’ 18 si nuota 200metri in 5’07” (2’28” ai 100) e la sera si abbassa il record sulla salita dell’ Orlanda del Gargano, in 2’14”

– martedì 19 si nuota 200 metri in 4’34” (2’07” ai 100) e poi 50 metri a cannone in 42″, la sera in spiaggia al tramonto 8xcirca200metri in 35″, recuperando 1′, poi ancora 50 metri di nuoto in piscina prima di cena

– mercoledì 20 si nuota 50 metri in 42″ e poi 100 metri in 2’05”, che a virare si fa una gran fatica tecnicamente

– giovedì  21 si nuota 400 metri (son 16 vasche!) in 11’42” e la sera 25′ di fondo lento sulle curve in saliscendi del garagano

– venerdì 22 velocità in salita alla sera, 4xcirca200 metri, recuperando 4′, in 36″ – 30″ – 29″ 29″

 

Oggi si riparte. Da Pirlo.

 

Alla prossima

 

La curva della crisi

Dopo un long week end al mare dove ho passato gran parte del tempo a prender sole (ci è scappato ovviamente anche il bagno), mangiare pesce, godermi la famiglia … e correre una sola volta un fartlek senza cronometro al polso sul lungomare di Castiglione della Pescaia, oggi torno in pista.

Doveva essere il giorno del Palio (staffetta 5×1000 sfumata per il nostro promettente gruppo), dove per la cronaca, i primi han corso al ritmo di 2’30″/km.

Io trovo un pezzetto di curva, quella dei 250 fino ai 350, in cui poter fare in 26′ sia il riscaldamento che i miei 8x100metri clandestini, recuperando 2′ al passo. I tempi sono direi buoni se confrontati con una simile seduta di qualche tempo fa, in cui correvo le ripetute che però erano sette e non otto, erano sul dritto e non in curva, ed il recupero era di 3′ e non 2′.

Sicchè inanello 14″17 – 13″93 – 13″83 – 13″86 – 13″73 – 13″55 – 13″59 – 13″46

Ma soprattutto le sensazioni appaiono nettamente migliori. Non mi sono praticamente stancato per niente e avessi avuto grip maggiore (magari coi chiodi o anche solo con le fivingers) mezzo secondo almeno andava giù.

Continua l’onda abbastanza buona del periodo (solo quello atletico, ahimè!).

 

Alla prossima

Undicesimo ometto

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Un mese quasi lontano dalla vita quotidiana.

Doveroso un rapido resoconto. Si possono reincontrare gli amici storici dell’università, che in 10 anni hanno messo su famiglia e figli, si possono fare 4 sedute aerobiche, 2 a Foggia tra le strade dove sei cresciuto e 2 a Napoli in pista con l’amico Mimmo, 1 seduta di velocità in salita nel parcheggio dello stadio San Paolo con Ciro e Mimmo, si può fare la partita di calcetto della vigilia con gli amici d’infanzia di Foggia, prendere 2 bei rafreddori e avere tutto il tempo per guarire, si può perfino fare una prova di piccolo presepe in 3 giorni netti, si può continuare a lavorare con l’argilla e … notare che il principino, appena battezzato, ha un unidesimo della mia età, e pesa ormai un udicesimo del mio peso che è tornato stabile sui 77kg.

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Ora però per i prossimi mesi si torna a correre sul serio.

 

Alla prossima

Parioli, parioli, parioli

Settimana quasi interamente passata a Roma, dove tra stanchezza e lavoro, riesco a correre solo una 40ina di minuti scarsi tra le larghe strade dell’elegante quartiere dei Parioli, dove al mattino le belle donne accompagnano a scuola i loro biondi piccoli lord tutti vestiti uguale di cachemire azzurrino e moncler blu, e alla sera mentre parlano al telefonino guardando dalla parte opposta della strada che stanno percorrendo col loro SUV, all’improvviso inchiodano e quasi ti investono sulle strisce pedonali, e ma tu correvi…vuoi vedere che mo’ te dovevo pure pagà pe nnovo! Ma tu m’vedi a  sto pazzo aoh!

Il venerdì, al rientro al Giuriati provo un test che le condizioni generali avrebbero dovuto sconsigliarmi di provare – gambe stanche e sonno arretrato – ma per accontentare il grillo parlante che è in me eseguo comunque.

Un 500 in 1’19”, con passaggi regolarissimi da 16″ circa ogni 100mt, e  dopo 8′ un 300 in 45″ netti, che mi fa provare una significativa sensazione di lattato su glutei e arti inferiori che da tempo non provavo più. Risultato del test? Mmm…per esser diplomatici…diciamo così così

Si conclude quindi finalmente il primo periodo della mia tabella sperimentale, che alla fine copro per qualità e quantità per il 75% rispetto alla baseline. E in questo periodo non posso lamentarmi.

Oggi si ricomincia con nuova linfa, ed entro domani dovrei riuscire a mettere a posto una nuova tabella.

Alla prossima

Il GIROTTO

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Correre un 800 tutto in un sol giro in pista, direte, è impossibile.

Non se sei a Ravenna dove ti permettono di entrare nella pista – sterrata – dell’Ippodromo, per inanellare uno dopo l’altro 5 giri da 800 metri tondi tondi, è il caso di dirlo. Una goduria che, con 2′ di recupero, mi porta in progressione e senza particolari affanni a correre in 3’14” – 3’09” – 3’08” – 2’59” – 2’55”.

La cosa divertente è che dei 5-6 runners che stanno correndo come me – incredibilmente tutti alienati nelle loro cuffiette – nessuno sa dirmi quanto sia lungo il Giro dell’Ippodromo.

All’uscita dall’impianto ho però l’intuizione giusta. Il piadinaro con il suo camioncino piazzato nel parcheggio mi dice tutte le misure della pista, a seconda che io abbia corso sull corda interna, sull’esterna, o in mezzeria.

Poi la sera, dopo una cena abbondante vado a colmareo le mie carenze d’affetto, lontano dalla famiglia, affogando i dispiaceri nel paradiso in terra.

Alla prossima

 

L’ultramaratona di Montevecchia

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Metti una mattina alle 7 che ti svegli con la schiena rigida e il collo pure.

Alle 7,30 però devi essere da Max, che in sella alla sua bici già scalpita per partire. Poi si va tutto su su e ancora su, con la schiena dolente, fino al Tetto Brianzolo, poi un pezzetto giù, e ancora su fino a Montevecchia, presa però dal Lissolo, il che vuo dire non l’asfaltata di un anno fa fatta a piedi con lo Zio e il Levriero, ma la stradina opposta, sterrata con brecciolina che poi diventano sassi neanche tanto piccoli. Vuol dire più di un’ora e mezza all’andata e 3/4 d’ora per riscendere giù, a rotta di collo, per non far tardi, ed è un totale di 50 kilometri in MTB.

Poi sarà piscina e tanti scivoli d’ogni tipo, con la principessina che felice mi corre dietro. Gran bell’estate!

E domani si prova il raviolo aperto di Marchesi.

 

Alla prossima

 

Un GIRO a Trento

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Dai campionati regionali dello scorso week end più niente, a parte una 30ina di km circa in bici, andando di frequenza.

Gambe molli ma muscoli sani, è stata una settimana fatta di un continuo scambio di sms con Sergio per cercare di trovarsi in pista per tentar un GIRO guidato, ad andatura turistica per lui, tentando un tempo salvamorale per me. Ma non riusciamo ancora ad incrociare le agende.

Poi ieri, a Trento per lavoro, alle 13 mi intrufolo nella pista azzurro-beige dello splendido impianto, dove avevo conosciuto lei. All’ombra di un gazebo mi cambio al volo, una ventina di minuti di riscaldamento, un paio di volte i cento metri per cercare il ritmo desiderato (sub14″) e via, dalla seconda corsia.

Prendo i tempi ogni 100mt, ma li guarderò solo alla fine. La prima parte è come al solito forzatamente lenta, con corsa facile e decontratta, scollinando con la sensazione di averne da vendere. Arrivo ai 250 e qundi cambio ritmo bruscamente, ma dura pochissimo, perchè 50 metri dopo sono già in affanno, e dopo ulteriori 50 metri sono in riserva, chiudendo con un gran giramento di testa e gambe addirittura tremanti per lo sforzo (oltre 30°C e un po’ di umidità).

Il tempo finale di 56″5 e le sensazioni confermano che la condizione atletica manca di sedute specifiche lattacide, di resistenza alla velocità, di forza, di ritmo. Gli intermedi sono 13″9-13″5-13″9-15″2, con gi ultimi 50 metri che hanno condizionato tiutto. In compagnia di Sergio tiri giù un secondo, mi incoraggia Nicola via sms, forse è vero, ma non cambia molto, di 55″ non me ne faccio niente, perchè spero di valere meno.

L’importante però è che ora abbia la salute a posto per potermi allenare e far progredire la condizione!

Perchè la sensazione con cui arrivo ai 200 è di un passaggio molto più lento di come potrei e vorrei, ma la seconda parte del GIRO, specie il finale in crollo verticale, sentenzia per contro che al momento non posso proprio permettermelo. Ora un po’ di officina e qualche gara sui 200, a partire da domani, ai campionati societari di Saronno, per cercare brillantezza e un riferimento sul MEZZOGIRO da cui partire coi ragionamenti per un passaggio oculato nella prossima gara, probabilmente il 20 sera, a Rovellasca. 

 

Alla prossima