Lontano Lontano

Venerdì al rientro dai soliti 500km circa per una giornata di lavoro in Trentino, faccio in tempo a inforcare la mia MTB Specialized e dirigermi verso Canonica e provare la salita di un paio di km fino a Tregasio. Rientro da Biassono, mi infilo nel parco e lì tra sterrato, ghiaia e asfalto torno a  casa dopo quasi 1:50′ e 32 km compiuti. Non una grande uscita, ma considerando che non usavo la bici da anni, è stata una grande – ma molto piacevole – faticata.

Sabato riposo, domenica mattina vado in pista a provare ritmi gara. Le gambe sono ancora appesantite dalla bici, ma provo lo stesso, mentre sullo sfondo la prinicipessina gioca a palla, salta gli ostacolini e prova a fare un GIRO imitando lo sport del suo papà.

Alcune accelerazioni sui 30mt mi danno subito da capire che sarà dura, 4″6-4″3. Poi 2x50mt in 7″10 e 7″02, cercando di stare sui 6″8, senza però riuscirci. Poi un 100mt centrato in pieno in 13″55, come da obiettivo. Dopo 9′ corro un 150mt in 21″ netti, cercando di stare un secondo meglio, con l’anca sinsitra che si scompone e fa un po’ male. Dopo altri 8′ un 300mt con partenza dallo start, quindi con doppia curva, cercando 40″ e rotti, ma trovando solo un 42″22.

Non è giornata, capita, pazienza.

Al pomeriggio però il senso di incompiuto mi riporta ad inforcare la MTB e pedalare in scioltezza  e frequenza (110 pedalate al minuto) un 10km attorno allo Stadio in 30′ circa.

Stamattina gambe ancora un po’ pesanti e anca sinistra fastidiosa.

 

Alal prossima

Sono un ragazzo fortunato

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Oddio, forse ragazzo non più, ma fortunato senza dubbio.

Faccio un lavoro (e qui già mi potrei fermare) che mi piace. Il lavoro per cui mi pagano, intendo. Due giorni in Trentino a parlare con Dirigenti scolastici e professori, di competenze, di formazione, di apprendimento. E un viaggio di ritorno in 500 (quella nuova con lo start&stop, che figata!) con due guru della formazione (uno è il mio capo, l’altro è l’ex-capo del mio capo).

Nel viaggio di oltre 500km in 2 giornate sono poi compresi  un gulash di cinghiale con 3 contorni (fagioli, polenta e crauti), tre porzioni di strudel, un piatto di speck di anatra con pere, dei tortelli enormi ripieni, annegati in burro fuso e salvia, due cornetti e una fetta di pane con nutella.

Stamattina però, per smaltire il tutto, alle ore 7 faccio un lavoro, quello per cui non mi paganpo ma per cui pagherei: mi sparo 30′ di corsa dall’Hotel verso il lago (tutta discesa) e di ritorno (tutta salita) faccio una capatina nel centro di Levico. Solo per non lasciare un posto nuovo senza averlo visitato correndo, e soprattutto, per non lasciar sedimentare i gustosi piatti trentini nelle maniglie dell’amore, perchè altriemnti di corsa lenta, ne farei volentieri a meno.

 

Alla prossima

Felicità …

…è prepararsi psicologicamente a partire per Foggia dove posso rivedere i miei, che non vedo da 4 mesi. E sapere che tra altri 4 mesi poi il fratellino della principessina vedrà per la prima volta i suoi. E sapere che io … sono uno dei due suoi … 🙂

Insomma pensieri positivi oggi mi accompagnano in pista alle 17, dopo 500km in auto per Trento, andata e ritorno in giornata.

Le gambe dopo solo 10′ di riscaldamento mi dicono dai che oggi ci divertiamo. E allora le scaldo per altri 5′ ma poi mi fido di loro e parto convinto per un 3x(300+100), recupero 1’30″/6’30”.

Ottengo subito un bel 45″8-14″6, poi mi distraggo un po’ e corro la seconda serie in 48″8 e 14″9, per rifarmi nella terza ed ultima serie con un bel 46″2 e 14″8.

Miglior passo di sempre e ottime sensazioni.

Non è che sia stata una passeggiata, intendiamoci, di fatica (fatica di fiato non  di gambe, e dopo le prove non durante) ne ho fatta anche un bel po’, ma la corsa mi pareva fluida e decontratta.

Al momento l’anca sinistra tace ancora e questa è una bella novità, sperando che duri fino a domani quando farò 10×200. Poi una settimanella di stop per chiusura Pasquale dei lavori.

 

Alla prossima

Luce sia, luce fu

 

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Tutto finisce, o tutto si trasforma?

Non lo so. Però a me sembra di aver vissuto già – almeno – 3 vite, una a Foggia, una a Napoli e una a Milano (e dintorni).  Diciotto, nove e dieci anni, rispettivamente.

Ogni volta che vado  o torno in uno di questi 3 posti, sono fantasmi belli e brutti che mi si fiondano nella testa e quasi negli occhi, che registrano momenti, ricordi, aneddoti, emozioni. E volti di persone amate e odiate, e alcune di queste non ci sono più. Questa è la parte più struggente del viaggio.

In dieci giorni di vacanze ho fatto di tutto, vecchi amici, parenti che invecchiano (ma dai, anch’io, è la democratica leva del tempo!), partite a subbuteo, pizza, shopping, tavolate, cuginate della parte di mamma e di papà, partite a dama e a ludo con la principessina.

E ho corso, anche, ma poco. Solamente 3 sedute in 10 giorni. Due sedute aerobiche a Foggia, attorno all’isolato dove sono cresciuto e una  in pista al San Paolo di Napoli con gli amici.

Quelli vecchi, insieme a quelli nuovi.

Perchè vicino al tramonto c’è sempre l’alba. E mio fratello quando faceva fotografie mi diceva che se consideri il colore e il calore, la luce del tramonto e quella dell’alba, in fondo sono la stessa cosa.

 

Alla prossima.

In medio stat virtus

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Ovvero elogio dell’Umbria, che conoscevo, ma solo di sfuggita.

Regione che suggerisce momenti di contemplazione e riflessione, che se avessi tanti soldi un casale da trasformare in agriturismo potrei pensare di comprarmelo e cambiare vita. Non che la mia di ora non mi sia gradita. Anzi, tutt’altro. Ma svegliarsi la mattina ed essere tra gente cordiale, genuina e rispettosa della natura e del prossimo, credo sia una cosa impagabile. Gente che ha fatto nella storia e negli anni dello sviluppo sostenibile una ragione di vita. Senza pensare a grandi sistemi, ma cominciando dal proprio piccolo orto. Non voglio parlar male della mia terra natìa al Sud, nè della terra che mi ha accolto, al Nord, ma qui, al centro la vita è una cosa seria.

In questa settimana di relax, corsa niente, solo tante camminate tra i centri medioevali su e giù tra i gradini di mattoni rossi, tra mura antiche e gente moderna. Ma moderna davvero.

Oggi si riprende a correre.

 

Alla prossima

Emozionato

Il libro di Winnie The Pooh è in valigia, in cima a tutte le cose.

La volglia di tornare a leggere dopo un mese le favole della buona notte alla mia principessina è una delle tante cose che mi passano e ripassano per la testa in queste ultime ore prima di partire per affrontare 1000 km e 10 ore circa di viaggio in auto per poter riabbracciare le mie donne: la mia principessa e la nostra principessina. E riportarmele a casa. Questa volta star senza è stata dura.

Intanto stasera, per ingannare il tempo prima della rigenerazione del cuore, rigenero i muscoli con una seduta di 8×300 separati da 3′ di recupero al passo. I tempi sono meglio del previsto, pensavo di correrli in 55″ e rotti ma le gambe giravano piuttosto bene:

55″12 – 54″68 – 54″63 – 53″63 – 52″36 – 54″50 – 54″57 – 52″62

Il cuore batte forte stasera, e non per la fatica. Ora vado a dormire, l’alba e la partenza sono sempre più vicine.

 

Alla prossima

Su e giù per la Creuza

 

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Genova, Capitolo II.

Dopo poco più di 6 mesi torno a Genova per lavoro, e dall’Hotel Assarotti, sull’omonima via, trovo nascosta in una traversa, una via  ripida fatta di mattoni rossi, un’antica mulattiera con dei gradoni lunghi circa due metri, ma alti poco più di 10cm. Leggo Salita inferiore di San Rocchino, e la via va su su, per circa 7-800 metri in questo modo. E’ larga un paio di metri circa, rigorosamente chiusa ai mezzi motorizzati, all’ombra e tra antichi palazzi.

Mi diranno poi che, ignaro, ho corso su e giù per una delle famose creuze genovesi, di cui cantava De Andrè.

Poi mi sparo anche i bellissimi gradini in fondo a Via Palestro, qualche centinaio, su 4 rampe. Non domo, mi sparo anche la Via Palestro in salita, su afalto.

 

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E daltronde, quando le piste vanno in ferie senza i pistaioli, qualcosa bisogna pur inventarsi, per restare in forma.

Chiudo cenando tristemente in solitaria, con picagge al pesto quello vero, prosciutto e melone, panna cotta e un bicchier di vino.

 

Alla prossima

Le due settimane di vacanza a luglio

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Sveglia alle 9, la colazione sul terrazzino, il giornale sul lettino, la passeggiata in riva al mare con la principessa, le albicocche del gargano, i giochi in riva con la principessina, la nuotata in piscina e l’idromassaggio al gluteo, il pranzo in famiglia gustando i piatti di mamma, il caffè e la dormita pomeridiana di 3 ore, le briciole del tour de france in tv, prima del mare ancora, col bagno fino al tramonto, la doccia e i canti delle cicale, i grilli e le cavallette, le sippugnette sui muri all’imbrunire, la pizza alla sera e i bomboloni freschissimi alla crema dal mitico Paskovski. Ed è di nuovo notte, con la dormita al fresco della foresta umbra che rumoreggia di natura alle mie spalle.

La seconda settimana torno pian piano alle sembianze cittadine e i ritmi sono da postdecantazione, coi muscoli rigenerati e la testa più libera.  Il pomeriggio non si crolla più, e dopo il mare sino all’imbrunire si ricomincia a correre, con le salite lunghe e quelle corte, con la velocità in spiaggia dopo il tramonto a piedi nudi.

E il bagno subito dopo, quello sempre. Nelle ore tarde, tra le 20 e le 21, quando puoi sentirti un miliardario, a cui hanno regalato il mare.

In totale oltre 2000 km di auto per andare e tornare, una caretta caretta arrivata purtroppo morta, 6 uscite di corsa, qualche chilometro di nuoto, un po’ di ore di idromassagggio, 3 libri letti. E circa mille addominali.

 

Alla prossima

 

Incontri a Trento

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Campo CONI di Trento, secondo giorno con sveglia alle 5,30 e viaggio di lavoro.

Ho appena finito la prima riunione. Sono le 11,20.

C’ho 40 minuti, ci deve star dentro riscaldamento, allenamento e doccia.

10′ li perdo  chiacchierando, ma scoprirò che ne valeva la pena.

C’è solo lei in pista, e corre il giro con passo felino ed elegante (non quanto il Levriero, ma quasi), busto un po’ sbilanciato indietro, ma è veloce e composta. Chiude e si siede, stanca ma non distrutta.

Ciao le dico, sei una quattrocentista?

No, 800 e 1500

In quanto hai corso ‘sto giro?

In 64″

E ora cosa devi fare?

Un 300 in 45″ ma temo farò 47″ (verrà fuori 47″!) e poi un 200, con recuperi di 4′

Ah…però…

E tu cosa fai? mi chiede lei con un sorriso molto gentile.

Io ero un quattrocentista e cerco di esserlo ancora, ma con scarsi risultati, da quando sono master. Mi chiede i tempi di allora e di adesso, glieli dico. Fa una faccia che a me pare voler dire che non è male.

Le chiedo che tempi ha sui 400 e sugli 800, mi risponde 56″ e 2’02”!

Non sei master tu vero?

No sono delle Fiamme Oro, sono del ’76.

Ah, però….Come ti chiami? le chiedo…Berlanda (… e chi cappero è questa? mai sentita penso…però…è carina e simpatica)

 

Ora su google, ho appena visto chi è…che figura di niente che ho fatto!!!

Lucky…guarda qui con chi è nella foto…la signorina in primo piano ti ricorda qualcuno di tuo gusto?

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Per la cronaca, io ho fatto una frettolosa seduta aerobica di 5×300, rec. 1′, in 59″, 58″, 59″, 57″, 53″.

Fino a sabato, giorno dell’ultimo GIRO prima di partire per le vacanze estive, si farà poco o niente.

 

Alla prossima

 

 

 

 

Ritorno alla velocità

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Sveglia alle 5,30 e partenza per Trento, in auto.

Alle ore 11, dopo una riunione, ne approfitto per andare a vedere il Campo CONI. Pista azzurra e beige, come piace a me. Impianto bellissimo, essenziale , pulito e nuovo. Sei corsie, ma è tenuto come un gioiellino. Minaccia pioggia e allora bisogna fare in fretta, poi alle 14,30 nuova riunione e rientro a Monza.

Avendo rinunciato alla gara di ieri (200mt all’Arena) – compensata con 200 addominali e 30 piegamenti sulle braccia – cerco di fare una cosa simile alla gara oggi, e cioè:

– 2x(60mt+80mt)

– 200mt

Temperatura fresca, circa 18-20°C, senza sole.  E’ il clima ideale per me.

Con scarpe ginniche corro i 60mt in 8″13 e gli 80mt in 10″63. Recuperi di 3′ e 7′. Il bicipite femorale sinistro ci mette un po’ ad allungarsi…e pizzica un pochino!

Metto le chiodate e faccio (concentrandomi sulla frequenza quasi fosse corsa circolare stretta) il 60mt in 7″45 e l’80mt in 9″85. Recuperi da 3′ e 12′.

E’ la volta del 200, che corro con elevato impegno, submassimale, in 24″75.

Sono soddisfatto.

Inizia a piovere. In modo insistente. Diluvia. Temporale, lampi e tuoni. Ma ormai il mio dovere (piacere!!!) l’ho fatto.

 

Alla prossima