Per gioco

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È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile forse così come nella più matura, perché in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima d’onde esso risuona.[…]

 

GIOVANNI PASCOLI

 

Domenica ho compreso più che mai quale sia il motivo per cui alcuni di noi rimangono giovani pur passando gli anni, altri invece invecchiano più rapidamente. Il motivo mi pare sia molto nel gioco. E’ giocando che riscopriamo – o continuiamo a tenere in attività – il sorriso, l’allegria, la curiosità collegate alle emozioni che solo l’attività ludica sa darci. L’andare a correre, l’andare in bici, giocare a calcio, altro non sono che momenti che concediamo alla veste che indossiamo, di papà o di marito, ecc. Sotto queste vesti di ognuno di noi c’è quel fanciullino di cui  Pascoli narra nella sua celebre opera. E sta a noi farlo venir fuori.

Domenica sono andato a correre nel Parco di Monza e di fianco a me c’era, per la prima volta,  la mia principessina che pedalava al mio fianco, stancandosi molto, ma sempre sorridendo e giocando. Io quasi 35 anni, lei poco più di 5. Io suo padre orgoglioso, lei mia figlia giocosa. Mi sono emozionato e mi sono immedesimato in lei, tornando indietro all’epoca in cui giocavo al fianco di mio padre. Che bei tempi. Ma ho la fortuna di poter ancora godere di questi momenti e, con tutto il cuore – da domenica in poi – dal padre e dal marito che sono oggi, il mio fanciullino verrà fuori sempre più. Per giocare e per sorridere.

 

Alla prossima